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“Zanne” di Sarah Andersen: recensione

Nel caso in cui non seguiate ancora la pagina di Sarah’s Scribbles dovreste cominciare a farlo, a meno che non amiate il malumore del lunedì mattina. Tenera e affascinante, l’autrice di “ZanneSarah Andersen non ha nemmeno trent’anni e ha già conquistato una bella parte del web con le sue strisce quasi quotidiane, un ottimo antidoto contro i cerchi alla testa post-riunione su Skype. Senza mai prendersi sul serio, la fascinosa simil-Amélie riassume le stravaganze e il nonsense del quotidiano di ciascuno da un punto di vista femminile, non solo per via del suo personaggio principale che è anche il suo alter ego, ma perché ha reso quella dolcezza il simbolo della serenità con cui sceglie di osservare il mondo, nonostante qualche occasionale crisi di introversione e il bisogno compulsivo di pettare gli adorati gatti. 

Trecento anni, ma portati bene

Quando la fame d’amore diventa un po’ troppo letterale…

La sua quarta pubblicazione per Beccogiallo conferma il favore italiano, navigando in acque sempre più lontane dalla prima apparizione nel volume “Crescere, che palle!”. Contrariamente alle raccolte di strisce precedenti, infatti, “Zanne” è un’unica storia – d’amore, what else? – che sottolinea anche con un’inedita livrea rosso scuro il passaggio di consegne fra l’idillio dell’infanzia e il disincanto dell’età adulta. Fin troppo adulta, anzi: la protagonista Elsie ha ben trecento anni, ma per sua stessa ammissione se li porta come una ventiseienne… naturalmente è una vampira che si innamora di licantropo. Niente di meglio di un po’ d’amore intraspecie per dichiarare a chi non se lo aspetta una passione che non conosce limiti.

Strisce quotidiane… per fortuna!

L’unico difetto riscontrato all’unanimità, finora, è che finisce troppo presto. Ma non abbiate timore: la Andersen sembra non aver ancora esaurito la fortunata vena che, dai suoi anni scolastici con i primi timidi disegni sul web, l’ha condotta oggi fino a noi. E se proprio vi prende l’ansia da abbandono dopo aver letto “Zanne”, rifatevi con l’opera omnia della Andersen o una serata di scrolling livello pro delle sue generose pagine social.  

Dovremmo avere un bambino.”
“Per cena?”

Zanne” di Sarah Andersen, Beccogiallo Editore, 2020. Anonima Lettrice Italiana.

Ali

Leggo, scrivo, parlo, ma soprattutto parlo. E poi leggo e scrivo.

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