A Garamond Type

“Yoga” di Emmanuel Carrère: recensione libro

«Sono narcisista, instabile e ossessionato dall’idea di essere un grande scrittore.»
E furbo. Ho deciso: per me Emmanuel Carrère è, fondamentalmente, furbo.

Il patto di verità

Stipulare un patto di verità con i lettori è secondo me un escamotage fantastico, l’Escamotage, per essere liberi di mentire, anche, e soprattutto, a se stessi. L’abilità nel farlo non è però da tutti, Carrère è un maestro, io lo adoro e gli perdono tutto, ogni volta, con ogni suo libro. “Yoga” nasce (sarà vero?) come piccolo saggio “arguto e accattivante” per raccontare la meditazione, il tai chi, la ricerca della via per “la costruzione paziente di uno stato di meraviglia e serenità” ed è invece l’autobiografia psichiatrica dell’autore, racconta il suo desiderio di stare bene che si scontra con l’impossibilità di stare bene, con tanto di diagnosi psichiatrica di disturbo bipolare, di ricovero e di quattordici elettroshock.

Al di là delle polemiche in Francia con l’ex moglie Hélène che si era tutelata con un accordo di riservatezza in modo di non apparire più nei libri dell’ex marito (“I lettori sono liberi di credere o di dubitare. L’autore è libero di raccontare la sua vita come vuole, come può. Volevo avere la libertà di non farne parte, di non essere associata a uno spettacolo presentato come autentico ma nel quale non mi riconosco perché non l’ho vissuto.” ha detto lei a Vanity Fair), quello che traspare da questo libro è la forza e la potenza e, in fondo, mi sento di dire l’onestà di Carrère nel raccontarsi incapace di vivere.

Un nucleo indistruttibile 

E nel farlo mostra che invece è vivo perché ha in sé un nucleo indistruttibile che è la sua volontà di scrivere e di raccontare la sua versione della sua storia. E la scrittura è nelle sue mani (per tanto tempo, nel solo indice della sua mano destra) un’arma potentissima.

A me “Yoga” è piaciuto assai, per i temi che mi risuonano, perché mi sono ritrovata ancora una volta disposta a credere a quest’uomo (qui è un uomo sì, non solo uno scrittore) con un ego smisurato e debordante che sa ammettere il suo fallimento e dà un senso alla sua distruzione.

(traduzione di Lorenza Di Lella e Francesca Scala)

Yoga” di Emmanuel Carrère, Adelphi Edizioni. A Garamond Type.

Laura Busnelli

Commercialista “pentita”, ho maturato anche un’esperienza pluriennale in Sony. Lettrice appassionata e tuttologa, all’alba dei quarant’anni mi sono scoperta scrittrice, dopo essermi occupata di correzione bozze ed editing. Sono stata una libraia indipendente per tre anni e la rimarrò per sempre. Operatrice culturale, racconto il mondo dei libri anche online, tengo una rubrica su libri a tema animali su RadioBau & Co. (web radio del gruppo Mediaset) e ho collaborato con l'associazione culturale "Librai in corso" nell’organizzazione di eventi. La mia rubrica qui si chiama "A Garamond Type" perché il Garamond è il carattere adottato per quasi tutti i libri italiani e Type sta sia per carattere, font, sia per tizio. E la tizia sarei io.

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