A Garamond Type

“Andrea Camilleri. Una storia” di Luca Crovi: una storia di una vita speciale

Non una biografia, ma una storia. È da questa scelta, dichiarata fin dal titolo, che prende forma il libro “ANDREA CAMILLERI. UNA STORIA” di Luca Crovi (Salani) dedicato ad Andrea Camilleri nel centenario della sua nascita, avvenuta il 6 settembre 1925. Una scelta tutt’altro che neutra, perché raccontare “una” storia significa rinunciare all’illusione del ritratto definitivo e accettare, invece, la complessità, le sfumature, le zone d’ombra e di luce che hanno attraversato la vita e l’opera di uno degli intellettuali più amati del Novecento italiano.

Crovi costruisce il suo Camilleri come si sviluppa un negativo fotografico: cambiando angolazioni, regolando l’esposizione, lasciando emergere dettagli che spesso restano ai margini del racconto pubblico. Il periodo preso in esame – dal 1925 al 1986 – è quello che precede il “Camilleri di Montalbano”, ossia il successo planetario arrivato tardivamente e che, paradossalmente, ha finito per oscurare una vita artistica precedente lunga, stratificata, densissima.

Un uomo e un artista poliedrico

Ne emerge un Camilleri bambino vivace e capobanda, lettore vorace, poeta precoce, giovane intellettuale inquieto. Poi l’uomo di teatro, di radio e di televisione, il regista, lo sceneggiatore, l’insegnante, il curioso instancabile che assorbe tutto ciò che incontra. Un artista che attraversa linguaggi diversi – poesia, scena, parola scritta, racconto popolare – senza mai rinnegare nulla, ma lasciando che ogni esperienza nutra la successiva.

Luca Crovi ci riporta un Camilleri uomo aperto, contraddittorio, capace di grandi entusiasmi e altrettanto profonde disillusioni: dal distacco dal fascismo giovanile all’adesione al comunismo, che gli costò anche difficoltà professionali; dall’amore viscerale per la Sicilia (mai folkloristica, mai complice della retorica mafiosa) a quello per gli animali e per un universo familiare fortemente femminile, fatto di nonne inventive, di una moglie centrale, di figlie amatissime.

L’equilibrio tra racconto e analisi

Uno dei grandi meriti del libro è l’equilibrio tra i suoi diversi registri: biografia, ricostruzione storica, analisi critica e affabulazione narrativa convivono senza attriti. Crovi non si limita a raccontare cosa Camilleri abbia fatto, ma prova a mostrare come e perché lo abbia fatto, intrecciando materiali d’archivio del Fondo Andrea Camilleri (utilizzati con il consenso della famiglia che ha autorizzato questo libro), interviste, ricordi personali e una profonda conoscenza dell’opera.

La memoria e la Sicilia

Fondamentale è il ruolo della memoria, che attraversa tutto il libro come un filo. La Sicilia di Camilleri non è solo un luogo, ma uno stato d’animo; il linguaggio misto, il Vigatese, non è un artificio, bensì il risultato di un ascolto profondo, di una sedimentazione lunga una vita.

“Il piccolo Nenè rimane affascinato dall’effetto miracoloso che hanno le parole scritte e poi lette sul suo cervello. Comincia a chiedersi come possano apparirgli così chiare e quale strada scelgano per arrivare nella sua testa. Le imprime nitide nella memoria come se le avesse lette ad alta voce.” 

Così come la radio, spesso sottovalutata, si rivela un laboratorio decisivo per la sua idea di racconto e di ritmo narrativo.

La svolta

Quando nel 1992, a settantasette anni, Camilleri pubblica “La stagione della caccia”, inizia quella che lui stesso definirà una “seconda vita”. Luca Crovi ci mostra come nulla di ciò che verrà dopo sia casuale: ogni incontro, ogni deviazione, ogni apparente fallimento ha contribuito a costruire lo scrittore che conosciamo.

“Andrea Camilleri. Una storia” è dunque un libro prezioso non solo per chi ama Camilleri, ma anche per chi vuole capire cosa significhi davvero costruire una voce artistica nel tempo. Un racconto affettuoso e lucidissimo che restituisce Camilleri nella sua umanità profonda, ricordandoci che la vera fortuna, spesso, è saper riconoscere il momento giusto quando arriva.

«Confesso, con Neruda, che ho vissuto. Ma mi corre l’obbligo di confessare anche che, alla mia veneranda età, molte delle cose per le quali ho vissuto mi appaiono fatte da una persona che aveva il mio nome, le mie fattezze, ma che sostanzialmente non ero io. Così come non mi riconosco in un agire dominato solo dal senso, non mi ritrovo neppure in un comportamento dettato solo dalla ragione. Gran parte della mia esistenza è trascorsa in una sorta di sbilanciamento tra una parte e l’altra, sono stato come un equilibrista su un filo sospeso tra due grattacieli sotto un vento continuamente mutevole. Quanta pazienza e quanta volontà mi ci sono volute per tenere sotto controllo le mie contraddizioni». (Andrea Camilleri, “Segnali di fumo”)

PS: Luca Crovi e io abbiamo almeno tre cose in comune: siamo nati entrambi nel 1968 (lui quindici giorni prima di me), abbiamo entrambi casa in Liguria, addirittura nello stesso posto, e abbiamo subito il fascino indiscusso di Andrea Camilleri. E lo abbiamo anche incontrato.

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Andrea Camilleri. Una storia – Luca Crovi (Salani) – A Garamond Type.

Laura Busnelli

Commercialista “pentita”, ho maturato anche un’esperienza pluriennale in Sony. Lettrice appassionata e tuttologa, all’alba dei quarant’anni mi sono scoperta scrittrice, dopo essermi occupata di correzione bozze ed editing. Sono stata una libraia indipendente per tre anni, sono stata una anche una libraia dipendente e faccio ancora e sempre incontrare libri e lettori con grande gioia. Operatrice culturale, modero eventi e racconto il mondo dei libri anche online, tengo una rubrica su libri a tema animali su RadioBau & Co. (web radio del gruppo Mediaset) e collaboro con l'associazione culturale "Librai in corso" nell’organizzazione di eventi e in corsi a tema. Faccio parte della Commissione Cultura della Fondazione Casa di Marta onlus, dove insieme ad altri volontari promuoviamo la cultura come possibilità di ricchezza e crescita umana e come occasione di amicizia e di relazione tra persone. La mia rubrica qui si chiama "A Garamond Type" perché il Garamond è il carattere adottato per quasi tutti i libri italiani e Type sta sia per carattere, font, sia per tizio. E la tizia sarei io.

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