Sembrava dovessero incendiare il mondo, Elisa Andriano: potente storia di disillusione e crescita.
Vibrante affresco delle incertezze, dei sogni e delle paure giovanili

S “embrava dovessero incendiare il mondo” potrebbe essere definito un romanzo di formazione rovesciato, nel quale, più che l’ascesa, si racconta la frattura, lo strappo, il momento che costringe a ricalibrare le proprie aspettative e a disegnare un nuovo profilo identitario di se stessi.
Carlotta, la protagonista, è una studentessa universitaria che vive a Ferrara. Assecondando di malavoglia il desiderio delle amiche, un giorno le accompagna da una cartomante che predice loro avvenimenti inattesi. Perfettamente coerente la scelta del luogo di svolgimento della narrazione: Ferrara, con la sua bellezza trattenuta, le sue nebbie e i suoi vicoli, con quella pianura che toglie senso prospettico, si fa ambivalente metafora di un futuro incerto e in divenire, ma anche dimora accogliente, fisica e tangibile, dei gesti quotidiani di Carlotta.
In un continuo rimando tra gli accadimenti della sua vita e i grandi temi dell’esistenza universale (c’è persino un richiamo al terzo segreto di Fatima che, peraltro, dà il bellissimo titolo al libro), ci addentriamo nei dubbi della protagonista, nelle sue congetture, nei suoi piani, per poi renderci conto, insieme a lei, che il destino tratteggia un percorso non sempre in linea con la direzione dei nostri desideri.
I turbamenti di un’età fragile e ingrata

Il punto di svolta di questo promettente esordio è rappresentato da una gravidanza, prevista dalla cartomante, che diventa detonatore irreversibile, mettendo a nudo, impietoso, debolezze e ferite, ma, al tempo stesso, edificando nuove certezze e un rinnovato coraggio.
Il ritmo è reso serrato dall’intreccio tra i dialoghi e i pensieri di Carlotta; anche gli altri personaggi sembrano filtrati dalle emozioni di lei che, come una lente d’ingrandimento, restituisce, mutati, gli eventi al lettore. Persino le loro voci paiono somigliarsi: limite narrativo o coraggioso tentativo di portare all’estremo un approccio stilistico che rende la protagonista punto di fuga verso cui converge la lingua di tutti i caratteri?
Quale che sia la risposta, il romanzo si impone come una lettura piacevole, veloce, illuminante, che in più di qualche occasione strappa un sorriso e, in altre, un moto di partecipata commozione, riportando alla mente i turbamenti di un’età fragile e spesso ingrata.
La ricerca di punti d’approdo

Intense le pagine sul rapporto con il padre e la madre, che mettono in luce l’incessante fame di approvazione che si radica nel cuore, in assenza di figure genitoriali forti. La scrittura diventa meravigliosa nei passaggi che descrivono i gesti di automedicazione di Carlotta, inframmezzati dal ricordo delle preghiere di quando era bambina. Il talento linguistico c’è, la voce autoriale si farà.
Nel frattempo ci godiamo questo potente romanzo di disillusione e crescita che intrappola chi legge in una spietata claustrofobia del pensiero, ma che, in questo eccesso di densità riflessiva, si fa vibrante affresco delle incertezze e delle paure giovanili, in un tempo sospeso tra il desiderio di affermazione e il timore di perdere se stessi. Un ulteriore plauso alla copertina: evocativa e semplicemente bellissima.
IL VINO
Il vino da abbinare a questa lettura non può che essere un Prosecco di Valdobbiadene DOCG. Re degli aperitivi, si presenta con un colore brillante e un profumo fresco e intenso, come quello dei sogni giovanili.
Sembrava dovessero incendiare il mondo, Elisa Andriano, Clown Bianco Edizioni, a cura di Sopra le righe.
LE CITAZIONI
“Madame Helena era diversa da come me l’ero immaginata quando Cinzia e Francesca quella mattina mi avevano annunciato che l’appuntamento era stato confermato ed era inutile che mi lamentassi perché, cascasse il mondo, saremmo andate a farci fare i tarocchi tutte assieme. All’inizio ho pensato che il mio errore fosse l’aver ceduto a quella richiesta, il farmi coinvolgere in quell’impresa eccentrica e opinabile. C’era qualcosa di strano in quell’incontro ed è da quella sera che ha incominciato ad andare tutto a rotoli”.
“La vita ha preso il sopravvento sulla pianificazione che avevo scelto per lei, dimostrandosi per quello che è: la regina dell’anarchia”.



