Dirette con gli Autori

In Diretta con gli Autori: Stefano Corbetta

Stefano Corbetta per la rubrica “In Diretta con gli Autori” presenta nel gruppo Facebook Book Advisor “La forma del silenzio” Edizioni Ponte alle Grazie e risponde alle domande dei lettori. Dialogano con l’autore Graziano Gala e Andrea Donaera.

Diretta del 21 dicembre 2020.

Link alla diretta nel gruppo Book Advisor qui

Sinossi del libro “La forma del silenzio” di Stefano Corbetta

Ci sono storie il cui senso più profondo viene racchiuso in una parola, in una frase, in un gesto. Forse in questo caso è racchiuso in un’immagine, nella copertina. Case come labirinti inesplorati in cui gli ospiti possono trovarsi, ma possono anche decidere di ignorarsi. Case dove le pareti possono essere muri insormontabili, o semplici separé; porte singole o doppie a dividere gli ambienti e a isolare i cuori; pavimenti come possibili piani di calpestio, ma anche scacchiere in cui il rischio di perdere la partita è alto; e ancora, tetti come copertura per i nostri sogni, o semplicemente cappe asfissianti nelle quali soffocare le nostre paure.

I paraventi e i muri armati dei luoghi hanno una loro trasposizione nella geometria emotiva delle persone che quelle case abitano. Tra Ernesto e Elia, gemelli, antagonisti inconsapevoli, forze opposte che si attraggono e respingono allo stesso tempo. Tra Sarabanda e Speedy, genitori, incapaci nello starsi vicino anche quando credono di riuscirci. Tra gli altri: Ilide, la nonna paterna, e Nina la nonna materna (per la quale nutro un forte attaccamento personale).

Le case invecchiano e con loro le persone che le animano. Invecchiano le nonne, le mamme, mentre i bambini crescono. Le crepe sui muri e le infiltrazioni d’acqua hanno il loro contraltare negli umori degli abitanti. Ma in fondo non dovrebbe stupirci; le case sono fatte di materia e di materia siamo fatti noi e, senza volerlo (o forse si), non facciamo altro che scontrarci con loro e con gli oggetti che le arredano ogni qualvolta che pensiamo (crediamo?) che lo meritino. Oppure, semplicemente, diamo loro significati che forse non hanno.

Le macerie, quelle, invece, ce le porteremo dentro e sopravviveranno alle stesse case, nel frattempo riadattate alle nuove esigenze dei suoi abitanti: vendute o, ancora peggio, demolite.

[Le chiazze di umidi fraseggi tornano sempre a riproporsi sulla superficie di nuovi capitoli]

Daniele Petruccioli, noto ai più come traduttore, prende la parola e ci regala un esordio travolgente, come una gettata di cemento, un meraviglioso carillon di memorie. Entra nelle nostre case e ci costringe, con una scrittura florida, sfacciata e affascinante, a confrontarci con gli oggetti che ci circondano. A guardarci allo specchio dell’anagrafica interiore. A poggiare gli occhi sui sensi.

Ci fa accomodare in stanze di vita e di perdite, di disfunzioni e di ostinazione, di commozione e rivalità. Ci porta dentro la tormentata parentesi della malattia (mostro a due facce), dove a volte l’invalidità è lo star bene. Apre le segrete dell’anima e toglie le ragnatele dell’ipocrisia. Scandisce le sistole e le diastole del tempo.

Redazione

Redazione della pagina web www.thebookadvisor.it

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