Un libro tra le mani

“Stupore e tremori” di Amélie Nothomb: una scalata verso l’insuccesso nel Paese del Sol Levante!

STUPORE E TREMORI (Amélie Nothomb)
(Guanda Editore)

 

Ritorno ad Amélie Nothomb dopo 10 anni (lessi “Acido solforico” nel 2015) e non capisco il perché di tutta questa mia attesa visto che mi era pure piaciuta parecchio!

Mi piace il suo modo irriverente e ironico di raccontare, quel suo sguardo che sembra planare lieve sulle cose ed invece colpisce e affonda senza mezzi termini.

In queste pagine, poche ma efficaci, c’è tutta la distanza che intercorre tra il mondo orientale e quello occidentale e l’autrice è capace di sottolineare gli eccessi della società del Sol Levante con grande intelligenza: si percepisce chiaramente l’ammirazione e il rispetto che lei nutre per quel Paese (che le ha dato i natali) e al contempo la feroce critica verso ciò che, di quella cultura, non condivide e disapprova.

La disamina sull’essere donna in Giappone è interessantissima…

“Se bisogna ammirare la donna giapponese (e bisogna farlo) è perché non si suicida.

La cospirazione contro il suo ideale comincia in tenerissima età. Le ingessano il cervello.”[…]

Sei pagine di un’ironia feroce e crudele (e amarissima) sul ruolo, i sogni e i doveri della donna nipponica (da non perdere!).

Sostanzialmente è un libro sul mobbing subito dalla scrittrice (pare che sia autobiografico) all’interno di una multinazionale giapponese, ma non solo.

Una scalata verso l’insuccesso, un percorso al ribasso dove si ritrova, come ultima arrivata (e occidentale), triturata in un sistema gerarchico che la massacra, e che la vede passare dalla scrivania ai bagni.

Ma sempre a testa alta, con dignità.

E qui, dall’ultimo gradino oltre il quale non è possibile scendere, dalla finestra di un bagno posto al 43° piano, Amélie si lascia cadere mentalmente, si sente bene, libera, proiettata nell’infinito.

“Finché esisteranno finestre, l’essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà.”

Lei riesce a dare alla narrazione una moltitudine di sfaccettature senza cadere mai nel vittimismo e nei luoghi comuni, con lei si ride, ci si arrabbia, si riflette…

“Io, da piccola, volevo diventare Dio. Il Dio dei cristiani, con la D maiuscola. Verso i cinque anni compresi che la mia ambizione era irrealizzabile. Allora scesi un po’ dalle nuvole e decisi di diventare Cristo. Immaginavo la mia morte sulla croce al cospetto dell’umanità intera. A sette anni presi coscienza che la cosa non si sarebbe avverata. Decisi, piu modestamente, di diventare martire. Sono rimasta ferma su questa scelta per parecchi anni. Ma non ha funzionato.

– E poi?

– Lo sa: sono diventata ragioniera alla Yumimoto. E credo che non sarei potuta cadere piu in basso.

– Davvero? – domandò con uno strano sorriso.”

 

Autrice sorprendente e mai banale di cui voglio leggere tutto!

 

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“Stupore e tremori” di Amélie Nothomb, Guanda editore . Un libro tra le mani.

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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