Un libro tra le mani

“L’animale femmina” di Emanuela Canepa: Un libro tra le mani

“L’animale femmina” è un libro che esplora, con sguardo acuto e profondo, le dinamiche del potere maschile sulle donne… in particolare quello subdolo di chi le manipola psicologicamente, facendo leva sulla loro sensibilità e soprattutto godendo di una posizione lavorativamente dominante.
Insomma, coloro che, con un linguaggio meno elegante e più colorito, potremmo tranquillamente definire “bastardi“.

“Femmina”

Rosita, la nostra protagonista, subisce, dal proprio datore di lavoro (l’avvocato Lepore), una viscida violenza fatta di discorsi misogini volti a indebolire una già bassa autostima, sottili allusioni, imposizioni sull’abbigliamento e sul trucco, giudizi meschini sui suoi rapporti personali e familiari mirati solo a soggiogarla, a farla sentire mediocre, a minare quelle poche certezze che la mantengono in piedi.
Una violenza verbale, apparentemente non aggressiva, ma carica di un disprezzo che in realtà è figlio di grandi fragilità represse.
Lepore, infatti, è un uomo infelice, cinico, ingabbiato in un passato irrisolto che lo perseguita da più di cinquant’anni e che lo ha incattivito.
Un uomo che sente l’esigenza di etichettare tutto e tutti.
Mai venuto a patti con se stesso, con i propri desideri e le persone perdute.

“- Sa perché non sono ancora in pensione? – Scuoto la testa. – Perché mi diverto moltissimo. Le femmine sono animali interessanti.
Femmine. Il termine mi disturba come un’unghia che gratta sulla lavagna.”

Una storia di rinascita

L'animale femmina
L’animale femmina

Ma questa è anche una storia che ci insegna quanto le donne siano capaci di ribaltare una situazione umiliante in un momento di crescita personale, trasformando la debolezza erroneamente loro attribuita in forza per perseguire la propria libertà e superare i propri limiti, e in un faro capace di illuminare le fragilità maschili.
Rosita saprà far germogliare il seme della sua indipendenza, anche dalla pesante presenza materna, per anni coltivato tra mille sacrifici, e proprio quando credeva di essere sprofondata nel letame, ha visto schiudersi il fiore della propria dignità. 

 

“Il momento in cui cominci a capire chi sei è lo stesso in cui diventa superfluo spiegarlo a chiunque”.

Una scrittura bellissima, che riesce ad essere intensa e potente pur mantenendo un tono quasi sussurrato: i pensieri di Rosita sono intimi e genuini, i dialoghi sono ficcanti e mai urlati.
La Canepa, coinvolgente e raffinata (ma non per questo meno brutale nei contenuti), ci ha donato una storia che sentiamo sottopelle, che in un modo o nell’altro ci coinvolge tutti, perché siamo tutti disarmati di fronte alle nostre fragilità.

“L’animale femmina” di Emanuela Canepa, Einaudi editore. Un libro tra le mani.

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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