“La mia Ingeborg” di Tori Renberg: questa non è una storia d’amore…

LA MIA INGEBORG (Tori Renberg)
(Fazi Editore)
Bisogna stare molto attenti nel parlare di questo libro, potrebbe passare per quello che non è, potrebbe addirittura sembrare una storia d’amore, e storia d’amore non è affatto!!!
Non fatevi ingannare dal titolo, non lo è neanche lontanamente.
É la storia di un uomo che, come tutti gli uomini violenti, piccoli e incapaci di stare al mondo, è convinto di agire per “amore“.
Detto questo, il libro mi è piaciuto moltissimo.
Mi è piaciuto come tutti quei libri che ci parlano per bocca del mostro, che provano ad entrare nei loro meccanismi mentali, che insomma ci fanno sedere dalla parte sbagliata…
“Sono Tollak di Ingeborg. Appartengo al passato. Lungi da me l’idea di trovare il mio posto da qualsiasi altra parte”
Frasi come questa fanno cadere in errore, travestono la tossicità maschile con un’appartenenza (“sono di“) che vorrebbe sembrare romantica.
Ma Tollak non ha proprio nulla di romantico: il suo essere schivo, burbero, di poche parole, chiuso al mondo e al suo progresso, sono solo il risultato della sua tragica ottusità.

I boschi norvegesi, la falegnameria, la moglie, i due figli e Oddo (“Oddoloscemo“, ragazzino problematico che lui adotta e impone al resto della famiglia) sono tutto il suo universo (oltre all’alcol di cui spesso abusa) e vorrebbe che niente e nessuno scalfisse la sua quotidianità, i suoi rituali, la sua vita blindata che puzza di stantio.
Ingeborg invece vorrebbe “più vita” intorno a sé, ma piano piano si è dovuta adeguare al modo di vivere di suo marito, di quell’uomo distruttivo, incapace di adattarsi alla realtà e che dice di amarla.
Che si aggrappa a lei succhiandole tutta la linfa vitale.
“L’amavo in maniera totale, come nessun altro uomo ha mai amato una donna e maledico le forze demoniache che me l’hanno portata via”.
Le forze demoniache, certo.
Le forze demoniache non esistono, esiste solo la violenza…e va chiamata con il suo nome.
Diretto, semplice ed efficace
Il romanzo è scritto con uno stile che io amo moltissimo: scrittura semplice e diretta, senza fronzoli, ma affilata e capace di scuotere.
I personaggi e i fatti emergono piano piano, attraverso parole asciutte e precise che riescono con poco a dire tantissimo.
É una lettura che destabilizza, la tensione emotiva è palpabile e la rabbia fa il resto.
Rabbia dovuta anche al fatto che molti parlano di questo romanzo come di una storia d’amore, convinti che Tollak abbia davvero amato la “sua” Ingeborg… e questa visione distorta, malata, dell’amore, porta inevitabilmente ad ingrossare le fila di coloro che pensano che si possa davvero uccidere in suo nome.
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“La mia Ingeborg” di Tori Renberg, Fazi editore . Un libro tra le mani.



