L’inverno delle stelle, Nicoletta Verna. Le atrocità della guerra viste dagli occhi dei bambini
Un intenso romanzo di formazione che parla al cuore di giovani e adulti

D opo aver gridato il disagio con Il valore affettivo, e illuminato gli antri più bui della violenza sulle donne con I giorni di vetro, con questo libro Nicoletta Verna denuncia l’assurdità della guerra e lo fa chinandosi ad altezza di bambino, assumendo la prospettiva di chi, pur non prendendo parte alle decisioni, ne subisce le conseguenze più feroci.
Siamo a Fiesole, nel 1943. Sirio, la protagonista, è una ragazzina sveglia e intelligente, abilissima nel raccontare la realtà secondo i suoi desideri. Grazie alla sua intraprendenza, costituisce una banda di ragazzini, di cui assume il comando. E così incontriamo i gemelli Cesco e Gaetano, colpiti dalla crudeltà delle leggi razziali contro gli ebrei; Giovacchino, reso guercio dalle botte del padre; Pietro, indottrinato di ideologia fascista; Dante, figlio di un comunista braccato dal regime. In questa improbabile banda, che trascorre le giornate tra irruzioni nei boschi e gare di coraggio, le differenze e le ideologie si azzerano nell’innocenza di un’età che non dovrebbe conoscere le atrocità e le ingiustizie della guerra e che, invece, ne resta vittima incolpevole.
La scelta di difendere la libertà

È Sirio la voce narrante che, mentre il conflitto avanza, si fa indignazione e pianto, dolore e infine coraggio, quando decide che il valore della vita umana resta intatto a prescindere dalla divisa che indossa e quando, ancora, sceglie di combattere per essere libera.
Il suo sguardo, in questo romanzo che ricorda per intensità e respiro Il cielo è rosso, capolavoro di Giuseppe Berto, illumina quell’essenza dell’umano, quella postura morale che resta inalterata anche nell’inferno delle macerie.
Il desiderio di mettere a tacere le bombe

In questa mirabile opera di formazione, ogni personaggio è costretto a riscrivere le sue certezze, tessendo la trama del proprio profilo identitario e varcando la soglia del mondo dei grandi senza ripercorrerne le follie. Altro grande merito della narrazione è aver strappato dalle pagine in bianco e nero dei libri di storia figure come quelle di Margherita Hack e Carlo Levi, restituendo loro colore e tridimensionalità e facendole diventare personaggi palpitanti, le cui vicende individuali si intrecciano con quelle della Storia collettiva.
Seppur in modi diversi, in ogni gesto, in ogni parola dei giovani protagonisti emerge il desiderio feroce di un futuro in cui le bombe siano messe a tacere. Quel desiderio la cui etimologia, non a caso, indica la lontananza dalle stelle e il protendersi verso di loro abitati da una speranza che si fa luce anche nei tempi più bui dell’umanità.
Con questo libro, che sarebbe bello vedere su tutti i banchi di scuola, ma che è in grado di commuovere ed emozionare anche gli adulti, Nicoletta Verna si conferma una delle voci più potenti del nostro panorama letterario.
IL VINO
Il vino da abbinare è un Brunello di Montalcino DOCG. Re dei toscani, è un vino che ha un ottimo potenziale di invecchiamento e che, con la maturità, stempera l’esuberanza delle note fruttate giovanili in note equilibrate, più persistenti e robuste. Come la maturità e la consapevolezza alle quali approda Sirio.
L’inverno delle stelle, Nicoletta Verna, Rizzoli, a cura di Sopra le righe.
LE CITAZIONI
“Perché la pace era diventata una guerra piena di sangue e di paura. E la libertà cominciava a mancare a tutti”.
“La guerra era anche questo. Perché questa era la cosa che non riuscivo a capire, pure se mi sforzavo. A fare la guerra non c’erano solo delinquenti o criminali. A fare la guerra c’erano tutti.”



