“La simmetria dei desideri” di Eshkol Nevo: un potente affresco sull’amicizia
I sogni, le ambizioni e le sconfitte di quattro amici.

Amo le storie di amicizia, soprattutto quando, oltre a mettere in luce le caratteristiche dei singoli personaggi, si focalizzano sull’evoluzione del legame nel tempo.
In “La simmetria dei desideri“, Nevo è bravissimo a costruire un racconto su più piani temporali. Gestisce magistralmente gli eventi, con sapienti anticipazioni e intrecci che somigliano a una danza nella quale i ballerini avanzano, arretrano, girano su se stessi e, infine, si scambiano di posto.
I protagonisti sono quattro amici israeliani, poco meno che trentenni, legati da un rapporto intenso e inscalfibile nonostante le differenze caratteriali. Un giorno, durante i mondiali di calcio del 1998, uno di loro lancia un’idea: scrivere i desideri più grandi su un foglio e dopo quattro anni, quando la finale successiva verrà disputata, verificare se si saranno avverati.
Attraverso un racconto corale, in cui le vite dei protagonisti si intrecciano con la realtà politica e sociale di Israele, Nevo ci mostra come sogni, ambizioni e fragilità di ognuno si trasformino nel tempo. E non si sottrae, attraverso i suoi personaggi, al giudizio e alla condanna verso il suo Paese, soprattutto attraverso un episodio, accennato più volte e svelato solo alla fine, che manifesta la spregevole sopraffazione dei forti sui deboli.
Il percorso imprevedibile dei desideri

Grazie al fluido alternarsi di punti di vista e piani temporali, l’autore costruisce un mosaico emotivo ricco di sfumature. Ogni personaggio porta in scena un desiderio diverso — successo sociale, stabilità affettiva, affermazione professionale, sostegno al prossimo — e il romanzo mostra come il tempo possa trasformare persino le aspirazioni più sincere.
Senza mai perdere la dimensione emotiva più intima, La simmetria dei desideri si configura come un potente affresco sull’amicizia, con le sue lacerazioni, i suoi tradimenti e il suo potere salvifico.
Con uno stile rapido e diretto, e una geniale padronanza delle strutture narrative, Nevo riesce a restituire la complessità dei rapporti umani con naturalezza, confermandosi come autore di raro talento. Il risultato è un romanzo intenso che parla di crescita, disillusione e desideri mancati, ma anche di quella forza misteriosa che tiene unite le persone nonostante tutto.
Una lettura consigliata a chi ama le storie di formazione adulte, malinconiche e profonde, capaci di far riflettere sul percorso imprevedibile che compiono i desideri quando incontrano la vita.
IL VINO
Il vino da abbinare è un Lacrima di Morro d’Alba, rosso intenso e versatile, piacevole sia giovane che dopo l’invecchiamento, come le amicizie che durano nel tempo.
LE CITAZIONI

“Era come se mi andassi riducendo di giorno in giorno. Era come se le tapparelle alle finestre delle stanze del mio cuore si fossero rotte. Impossibile alzarle. Era come se stessi bruciando dentro. Ma con un fuoco freddo, come quello dei fuochi d’artificio. Era più smog che nebbia. Era come se il letto dormisse dentro di me, e non io dentro il letto. Erano pesi di piombo. Catene di ferro. Insomma, basta con le analogie, anche queste sono solo un modo di sfuggire. Di abbellirsi. Di fingere. Com’è facile tradurre tutto in immagini pittoresche, vive, mentre di fatto era come se tutte le analogie avessero solo l’immagine, mentre il substrato, la cosa vera, mancava”.
“Ci poniamo delle mete, ne diventiamo schiavi. Siamo talmente impegnati a realizzarle, che non ci rendiamo conto che nel frattempo sono cambiate”.
La simmetria dei desideri, Eshkol Nevo, Feltrinelli, a cura di Sopra le righe.



