La ballata di Berenice, Adriano Angelini Sut: le contraddizioni di una generazione fragile sullo sfondo degli anni di piombo
Un affresco corale di uno dei periodi più difficili della storia del nostro Paese

Un affresco corale degli anni Settanta, con le loro contraddizioni, le loro speranze, le loro idiosincrasie. La lotta armata, il terrorismo, l’eroina e una generazione in bilico tra il desiderio di riscatto e una rassicurante ingenuità: ne La ballata di Berenice sono questi i fili che creano l’ordito di una trama ricca di sfumature.

Berenice è una ragazza della Roma bene, divorata da paure che affondano nell’infanzia, in un episodio che l’ha allontanata per sempre dalla madre, e che cerca di affrontare i suoi demoni attraverso le false promesse dell’eroina. Manuel sogna di lasciarsi alle spalle la vita di paese per approdare al successo e all’indipendenza, anche se questo significa scendere a compromessi con sé stesso e lasciarsi usare dalle facoltose signore della capitale. Alba lavora presso un fotografo e qui un giorno incontra Manuel, rimanendone folgorata. Il suo è un animo romantico, in lotta tra i suoi desideri di evasione e quelli, più convenzionali, di una madre che la vorrebbe sposata e al sicuro. Davide, ex fidanzato di Berenice, si lascia affascinare dalla lotta armata e dall’idea di poter sovvertire l’ordine delle cose e i giochi di potere attraverso la violenza.
La ballata di Berenice: ritratto in chiaroscuro di una generazione inquieta
Ogni capitolo è dedicato a un personaggio, dando vita a un intreccio di caratteri diversi che, per caso o per scelta, si incontrano, si scontrano, si cercano, si lasciano. Sono personaggi forti, messi in scena senza fronzoli, che agiscono sullo sfondo di uno dei periodi più complessi della storia del nostro Paese.
Li vediamo muoversi tra le feste nelle ricche ville dei Parioli, circondati da alcol e droga, sotto lo sguardo di genitori che non capisco e fingono di non vedere l’abisso nel quale precipitano i figli, mentre il ragazzo di provincia tenta di riscattarsi entrando nel giro di “quelli che contano”, la ragazza ingenua insegue l’avventura ma cerca l’amore, gli studenti armano le loro ideologie per cambiare la Storia, finendo con l’esserne travolti.
La ballata di Berenice: una prosa potente e pulita

La ballata di Berenice è un’opera che abdica al ruolo didascalico della spiegazione, lasciando che siano gli avvenimenti a parlare da soli, a volte gridando un dissenso che travolge e annichilisce, a volte sussurrando con ritrosia il desiderio di una vita come tante.
La scrittura è tesa, pulita e riesce magistralmente a rendere i contrasti, le incoerenze e le aspirazioni di una generazione spaventata e coraggiosa, fragile e forte, che si fa vittima e carnefice sullo sfondo di una Storia che non dimentica e, forse, non perdona.
IL VINO
Il vino è una Frascati Superiore DOCG, laziale bianco caratterizzato da un aroma intenso e da un gusto che sa combinare sapidità e morbidezza, due aspetti apparentemente opposti, come quelli che, spesso, delineano l’adolescenza.
LE CITAZIONI
“Si bagnò i capelli che ormai toccavano quasi il collo. Quando era tornato al paese gli avevano dato del finocchio. Bifolchi mangia legumi. La prossima volta che sua zia gli avesse riproposto pasta e ceci stopposa e piena di pane inzuppato, si sarebbe alzato e sarebbe andato al ristorante”.
“Poi c’erano quelle facce che si sovrapponevano come un puzzle sbagliato. Non sapeva chi fossero ma le facevano paura. Sembrava galleggiassero in un liquido amniotico e lei le guardasse da fuori come davanti a un acquario. Le sensazioni erano troppo forti, a tratti si sentiva maledettamente vulnerabile, altre sommersa da una cascata d’acqua gelida”.
La ballata di Berenice, Adriano Angelini Sut, Ad Est dell’equatore, a cura di Sopra le righe.



