“Quando il mondo dorme” di Francesca Albanese: Palestina, la verità sotto le macerie

Ricordo che da bambino, quelle poche volte, per fortuna, in cui giocavo a fare la guerra con il mio esercito di pupazzetti di plastica, ero solito schierare due file di soldatini, una di fronte all’altra. Poi, simulavo suoni, spari, zuffe: alla fine c’era sempre uno schieramento vincente e uno perdente. Due eserciti, insomma. Uno contro l’altro.
“Le parole sono importanti”, affermava un celebre regista italiano. Ed è vero: vanno scelte con cura. Quando si parla di ciò che sta accadendo a Gaza, è necessario anzitutto informarsi, verificare le fonti, distinguere tra informazione e propaganda. Poi, è fondamentale usare con consapevolezza le parole giuste, per evitare errori di approssimazione e superficialità.
Parlare di guerra o di conflitto, riferendosi alla questione israelo-palestinese, è fuorviante. Lo spiega chiaramente Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, nel suo libro “Quando il mondo dorme”, edito da Rizzoli.
«Un conflitto presuppone due parti vagamente comparabili. Israele e Palestina non lo sono: uno è l’occupante, l’altro l’occupato; uno è il colonizzatore, l’altro il colonizzato, posto in una condizione di strutturale subalternità e vittima di un sistema di controllo e segregazione. No, questo non è un conflitto: al massimo può essere visto come un conflitto contro l’umanità».
Il libro di Albanese è un report doloroso e necessario. Racconta la Palestina vissuta in prima persona, dà voce, occhi e cuore a quei numeri che leggiamo quotidianamente sui giornali. Numeri che parlano di morti indiscriminate: bambini, anziani, donne, uomini, civili palestinesi colpevoli soltanto di vivere sulla propria terra. Quella stessa terra che nel 1948 furono costretti ad abbandonare, spazzati via dalla forza colonizzatrice di Israele, che da oltre settant’anni occupa militarmente il territorio.
Con coraggio e chiarezza, Albanese dà voce a chi oggi non ce l’ha. Racconta cosa significhi vivere l’infanzia in Palestina, cosa significhi subire l’assedio dell’esercito e dei coloni israeliani, cosa significhi vedere i propri cari sterminati. Un’eliminazione sistematica, organizzata, con un obiettivo preciso: la cancellazione del popolo palestinese dalla sua terra.
«Il genocidio è un crimine gravissimo, che nel nostro tempo non dovrebbe nemmeno essere pensabile, vista la presenza di garanzie e meccanismi giuridici, nazionali e internazionali, che dovrebbero prevenirlo. Eppure è esattamente ciò che è stato commesso da Israele: ordito dai suoi leader, eseguito dai suoi soldati, con la complicità di troppi politici occidentali e l’odiosa connivenza dei media mainstream, che hanno negato, attenuato e trasfigurato la realtà pur di non urtare i diktat delle ambasciate israeliane e dei potenti network a sostegno di Israele, “ultima frontiera dell’Occidente”».
Dieci sono le storie che Francesca Albanese riporta in questo libro. Dieci storie per comprendere meglio cosa accade da decenni in Palestina. Dieci storie per smontare la propaganda costruita ad arte per giustificare una guerra unilaterale. Dieci storie che parlano a chi non si accontenta delle narrazioni ufficiali, spesso drammaticamente scollegate dalla realtà.
Albanese lo fa con competenza, con rigore, con coscienza, interpellando studiosi, artisti, accademici che hanno lavorato in Palestina e sulla Palestina: persone che hanno visto con i propri occhi ciò che il popolo palestinese sta vivendo.
«Mi fa paura una società in cui l’uccisione, la mutilazione, la tortura, lo stupro, la fame, la carestia fanno notizia solo in base a chi è la vittima e chi è l’artefice. […] Quando sono in gioco vite umane, l’imparzialità diventa un dovere: un dovere di stare dalla parte del diritto, della giustizia, delle vittime. Essere imparziali significa avere il coraggio di difendere ciò che è giusto, di dare voce a chi è stato messo a tacere o semplicemente ignorato. Non vuol dire mantenere una posizione equidistante tra due parti in conflitto, soprattutto quando una occupa, depreda e opprime, e l’altra viene occupata, depredata e oppressa».
Francesca Albanese, che personalmente considero una figura gigantesca, ha scritto un libro che fa male al cuore. Ma è un libro necessario, urgente, imprescindibile. Perché, come lei stessa afferma:
«Anche semplicemente informarsi e promuovere la conoscenza rappresenta un contributo importante per abbattere l’apartheid».
“Quando il mondo dorme” di Francesca Albanese, edizioni Rizzoli. Libri in Pillole.
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