Libri e Pensieri

“Tre nomi” di Florence Knapp: quando un nome cambia la vita

Un romanzo sul destino e l’identità

“Uno degli elementi più legati alla nostra identità è il nome, scelto alla nascita e che, da quel momento, ci accompagna per tutta la vita, sulla quale può anche avere un certo impatto. Sia per le suggestioni che porta con sé sia per quelle che gli attribuiamo noi o che gli vengono riconosciute dagli altri”, spiega Florence Knapp nella conversazione che conclude “Tre nomi”, il suo romanzo d’esordio. Una riflessione profonda che ha rappresentato la scintilla da cui è nato questo libro.

Il nome non è mai soltanto un’etichetta: è uno dei primi segni attraverso cui veniamo al mondo, un punto di incontro tra linguaggio, desiderio e identità. Come suggerisce Jacques Lacan, il soggetto nasce dentro un ordine simbolico che lo precede, e il nome rappresenta una delle prime assegnazioni ricevute dall’altro. In esso si depositano aspettative, immaginari e proiezioni che iniziano a prendere forma già prima della nascita, nella fantasmatica genitoriale. Infatti, quando i genitori scelgono un nome, non scelgono solo un suono, ma prefigurano una possibile identità, un futuro, una promessa. Un meraviglioso gioco di fantasie e di attesa, di figure inventate in scene animate che contribuiscono a creare l’ideale di famiglia che sta prendendo vita. Eppure, se è vero che il nome ci condiziona, è altrettanto vero che non ci esaurisce, perché crescere significa proprio rielaborare, abitare e, a volte, persino contraddire quel primo segno che ci è stato dato.

Tra destino e possibilità, lungo questo confine sottile e volubile, si articola “Tre nomi”. Una storia che prende forma attorno all’idea che un nome possa contenere – o forse suggerire – diverse versioni di sé, e che segue la vita di una madre e della sua famiglia attraverso tre diverse traiettorie della loro esistenza, determinate dalla scelta del nome dell’ultimo figlio appena nato. Una madre sospesa tra identità plurali e prigioniera di una feroce violenza domestica è, inconsapevolmente, vittima e carnefice del proprio futuro: la scelta di quel nome, piuttosto che l’altro (o, perché no, di un altro ancora) si rivela grazia o condanna per sé e per tutti i membri della sua famiglia.

“A Cora non è mai piaciuto il nome Gordon. Inizia con un suono di vetro scheggiato che le ricorda le caramelle dure con una crepa e termina con un tonfo sordo, come se qualcuno lasciasse cadere una borsa sportiva. Gordon. Ma ciò che la disturba di più è che dovrà versare la bontà di suo figlio nello stampo di quel nome, sperando che il bambino sia abbastanza forte da trovare la propria forma all’interno.”

Così all’anagrafe, nel momento fatidico, Cora si trova in crisi, scissa tra tre possibilità: Gordon, il nome imposto dalla tradizione familiare e fortemente voluto dal marito; Julian, un nome che le è sempre piaciuto per la musicalità e il significato; e Bear, suggerito dalla figlia Maia. Da qui si aprono i tre scenari separati in cui la madre assegna al figlio un nome diverso, dando origine a tre strade completamente differenti.

Il progetto dell’autrice è brillante: uno sliding doors che affascina per il suo potente messaggio identitario. Proprio per questo il romanzo si presenta fin da subito come una scommessa vincente e i primi capitoli scorrono rapidi, sostenuti dalla curiosità per l’originalità dell’intuizione narrativa. L’unico punto critico emerge nello sviluppo della storia: in un’opera costruita su tre linee parallele, tre destini autonomi che coinvolgono le vite di tutti i personaggi, la lettura, dopo l’entusiasmo iniziale, può risultare appesantita dalla densità dei contenuti e dalla complessità dell’intreccio. Ed è un vero peccato, perché attraverso una prosa introspettiva, riflessiva e smossa da brutali scosse, Knapp si addentra con coraggio in una terra di nessuno esplorando il modo in cui le scelte, il dolore, la sottomissione, i legami e le aspettative contribuiscono a costruire – e talvolta a frammentare – il senso di chi siamo.

Una lettura drammatica, ambiziosa e stratificata.

“Tre nomi” di Florence Knapp, edizioni Garzanti. Libri e Pensieri

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