Libri e Pensieri

“Furore” di John Steinbeck: un affresco sulla nascente modernità

Un romanzo che cattura come la fotografia di un film

“Furore” è il capolavoro della letteratura americana scritto da John Steinbeck (premio Nobel per la letteratura nel 1962) che nel 1940 si aggiudicò il premio Pulitzer. Pubblicata nel 1939, quest’opera resta ancora oggi una lettura potente e profondamente umana che svela i destini della passata modernità.

Ambientato negli anni della Grande Depressione americana riporta la storia della famiglia Joad che, strappata dalla sua terra a causa della siccità e della crisi economica, è costretta ad abbandonare l’Oklahoma per intraprendere un viaggio alla ricerca di lavoro e sopravvivenza. Un lungo e disperato cammino sulla strada della fuga.

“Forse possiamo cominciare daccapo, in una terra nuova e ricca – in California, dove cresce la frutta. Cominceremo daccapo.”

Il viaggio dei Joad lungo la Route 66 diviene un intenso e impegnativo percorso di formazione in cui i Joad dovranno affrontare la fame, ingiustizie, sfruttamenti e umiliazioni mentre transitano in mezzo a questo denso fiume migratorio. La Route 66 è il sentiero della salvezza che dà sogni e nuove speranze al popolo della campagna.

Questa storia segna la fine un’era che vede il passaggio dalla centralità del lavoro fisico dell’uomo, con le sue braccia e la fatica scolpita sopra al viso, all’avvento delle macchine che sottraggono energie e conducono alla miseria. L’avanzare delle banche e delle grandi aziende agricole fanno crollare le attività di mezzadria, la terra cambia proprietario mutando le identità e il futuro delle persone.

“[…] ma questa terra è nostra. L’abbiamo misurata e l’abbiamo dissodata. Su questa terra siamo nati, su questa terra ci siamo fatti uccidere, su questa terra siamo morti. […] Ci spiace. Non siamo noi. È il mostro. Una banca non è come un uomo. Sì ma la banca è fatta di uomini.”

Ed ecco che in Steinbeck si spiana la strada alla modernità soffrendo per un distacco dalla terra che è sradicamento di radici, in cuiil trattore ne diviene simbolo di fredda distruzione, e il mezzo di un’emergente mentalità.

“Ma l’uomo-macchina, che guida un trattore morto sulla terra che non conosce né ama, capisce solo la chimica; e disprezza la terra e insieme se stesso. Quando le porte di lamiera ondulata sono chiuse, lui va a casa, e la sua casa non è la terra.” E così che l’uomo-macchina privato di quel sacro contatto con la terra non potrà più generare con essa un legame, un sentimento di attaccamento e di appartenenza

“Ma questo trattore fa due cose: scava la terra e scaccia noi dalla terra. Non c’è molta differenza tra questo trattore e un carrarmato. La gente viene minacciata, sopraffatta, ferita da entrambi. È una cosa su cui occorre riflettere.”

Nello sviluppo il cambiamento si impone e la gente si deve difendere, e per continuare a vivere non resta che rincorrere una rinnovata Terra Promessa. In questa epica traversata la tenacia della dei Joad non si fermerà davanti a ostacoli o imprevisti e, pur subendo pesanti perdite e scoprendo la complessità, spesso crudele, di un mondo sull’onda del cambiamento, riuscirà a resistere grazie alla loro unione e a quell’autenticità d’animo che il lavoro nella terra gli ha saputo donare. La solidarietà e l’integrità morale presenti in quest’opera sono sinceri spiragli di luce che emozionano e commuovono.

“Furore” è un libro che ti trasporta in un film con le sue abbondanti seicentocinquanta pagine di polvere, sabbia, accampamenti e sudore descritte attraverso lo sguardo puro, asciutto e concreto dei suoi personaggi. Dialoghi diretti e incisivi che vivificano voci e immagini. Capitoli di spiccata coralità si alternano a una penna più intima e personale che raccoglie, fotografa e interroga i dettagli di questo mondo passato: una suggestiva cornice sociale e naturale che non può lasciare indifferenti. Steinbeck semina fatica e tenacia facendo germogliare coesione, fratellanza e moralità, proiettando il lettore al centro della scena narrata per renderlo spettatore interno di un film epocale in cui a un certo punto, senza farci troppo caso, quella sabbia e quella polvere se la sentirà pure addosso, appiccicata sulla pelle. Questo romanzo offre un’esperienza di lettura unica e immersiva. Una lettura tanto realistica quanto carica di lirismo e di profonda umanità.

Monumentale.

“Furore” di John Steinbeck, edizioni Bompiani. Libri e Pensieri

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