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Recensione: L’enigma degli Arcani, il nuovo thriller di Sergio Fanucci

L’enigma degli Arcani, secondo capitolo della Trilogia degli Enigmi di Sergio Fanucci pubblicato da TimeCrime, appartiene senza dubbio alla categoria dei libri che ti sfidano. Se L’enigma del Patriarca ci aveva conquistati per quel sottile senso di inquietudine che cresceva pagina dopo pagina, qui Fanucci alza la posta e fa una cosa più ardita: ci consegna le carte e ci invita a giocare.

Non siamo semplici lettori di una corsa contro il tempo, siamo seduti al tavolo, con gli indizi sotto gli occhi e la tentazione, irresistibile, di arrivare alla verità un istante prima dei suoi personaggi. La scena d’apertura ha la sontuosità di un colpo di teatro. A Versailles, dove un tempo si decideva il destino dell’Europa, un gala riunisce le più grandi menti della biochimica e della nanotecnologia attorno a una promessa vertiginosa: una vita senza più malattie. Ma il sogno ha un prezzo, e quando il professore che lo incarna muore all’improvviso, si spalanca una voragine. Comincia così una catena di morti che qualcuno firma con le carte degli Arcani dei tarocchi.

La scienza più avanzata si scontra con il simbolismo, e in mezzo c’è un assassino che non lascia tracce.

A raccogliere il guanto di sfida sono di nuovo le due protagoniste che già amiamo: Elisabeth Scorsese, l’italo-americana magnetica e insofferente, che porta il peso ingombrante delle proprie origini con una grinta che la rende irresistibilmente umana, mai invincibile e proprio per questo credibile. Accanto a lei Anna Pareto, la studiosa che legge i codici dove tutti gli altri vedono soltanto coincidenze. Ed è qui che Fanucci compie la sua magia: quando Anna si chiude con i suoi appunti e un cifrario nascosto in una lista di libri, il lettore non la osserva lavorare, ragiona con lei. «Logica, Anna, usa la logica», si dice la professoressa, e in quel momento la frase è rivolta anche a noi. Si torna indietro di qualche pagina, si rilegge un dettaglio, si prova a unire i punti per primi.

È un thriller che chiede di essere risolto, non subìto.

Eppure questa dimensione enigmistica non rallenta mai la macchina. Anzi. I capitoli sono brevi, taglienti, costruiti come trappole. Da Versailles al castello che ospita l’élite dell’Europol, da Ginevra a Zurigo, l’azione si muove con un ritmo da film d’azione, alternando i punti di vista come tessere di un mosaico che lo stesso lettore è chiamato a montare. Quella sensazione di star giocando una partita a scacchi, dove la mossa decisiva sembra sempre nelle mani dell’avversario, qui si fa ancora più avvolgente.La cornice esoterica degli Arcani, il mito di Iside e dei figli di Horus, sono la grammatica simbolica con cui l’autore racconta che il futuro, a volte, ha un sapore antichissimo.

Avevo scritto del Patriarca che era un romanzo capace di farsi leggere tutto d’un fiato senza rinunciare alla profondità. L’enigma degli Arcani mantiene quella promessa e ne aggiunge una nuova: trasforma il lettore in complice e in detective, gli mette tra le mani gli stessi indizi dei protagonisti e lo sfida a essere più veloce. C’è chi ci riuscirà e chi, come è giusto sia per un grande thriller, si lascerà sorprendere fino all’ultima riga — quella in cui l’ enigma si chiude soltanto per aprirne un altro, e ci lascia con il gusto persistente del dubbio e una sola, impaziente certezza: vorremo esserci anche per il terzo giro.

L’enigma degli Arcani” di Sergio Fanucci_ Fanucci Editore _ Collana TimeCrime_Recensione a cura di Morena Di Giulio.

Morena Di Giulio

Morena Di Giulio è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine del Lazio, blogger e beta reader. Dal 2022 è Redattrice di The Book Advisor, portale dedicato ai libri e alla lettura, dove gestisce la rubrica "Lib(e)ri di Leggere" Scrivimi a [email protected]

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