“Racconti del diavolo”: un’antologia dei Maestri della letteratura

C’è qualcosa di profondamente seducente nell’idea che il Diavolo, più di qualsiasi altro personaggio della storia umana, abbia ispirato i più grandi scrittori di ogni epoca e nazione. È questa la premessa attorno a cui Maximilian J. Rudwin costruì nel 1921 la sua straordinaria antologia Devil Stories: An Anthology, opera rimasta per oltre un secolo sostanzialmente ignota al pubblico di lingua italiana. Colmare questa lacuna è il merito principale della collana Malombra di Edizioni Arcoiris, che con questa pubblicazione compie un gesto editoriale insieme coraggioso e necessario.
Da Poe a Maupassant, chi racconta il diavolo
Il volume raduna voci tra le più eminenti della letteratura mondiale: Edgar Allan Poe, Nikolaj Vasil’evič Gogol’, Charles Baudelaire, Guy de Maupassant, William Makepeace Thackeray, Anatole France, Washington Irving, Maksim Gor’kij e altri ancora. Eppure la grandezza di questa raccolta non risiede semplicemente nel prestigio dei nomi convocati, bensì nella visione che li unifica. Rudwin comprese qualcosa che i suoi contemporanei faticavano ad ammettere: che il Diavolo letterario era diventato uno specchio dell’anima umana, multiforme e contraddittorio quanto l’umanità stessa.

Ciò che sorprende, percorrendo le pagine di questo libro, è la straordinaria varietà dei toni e delle maschere che il Principe delle Tenebre indossa di racconto in racconto. Si incontrano diavoli eleganti e quasi simpatici, incarnazioni del wit ottocentesco; diavoli tetri e cosmici, figli della tradizione romantica; diavoli grotteschi e comici, specchio delle contraddizioni della natura umana; e infine diavoli filosofici, ribelli, quasi eroici nella loro superbia. È in questa pluralità che risiede il vero fascino del volume: non una sola visione del male, ma una costellazione di interpretazioni che illuminano — come suggerisce l’introduzione del curatore — il nome stesso di Lucifero, il “portatore di luce”, inteso come conoscenza proibita o ribellione necessaria.
La “diabologia letteraria”
L’introduzione di Andrea Corona è un saggio di notevole spessore critico. Con una prosa lucida e coinvolgente, Corona colloca l’opera di Rudwin nel contesto culturale del primo Novecento, mostrando come la “diabolologia letteraria” non fosse un capriccio estetico, ma il sintomo di una trasformazione profonda nel modo in cui la modernità guardava al male, al sacro e all’interiorità umana. Le note critiche e gli approfondimenti in appendice completano un apparato che rende il libro fruibile sia al lettore curioso sia allo studioso.
Le illustrazioni, un racconto per immagini
Le illustrazioni originali, di cui il volume è corredato, meritano una menzione a parte: contribuiscono a creare un’atmosfera di gotico raffinato che accompagna il lettore senza mai scadere nel kitsch. È evidente che ogni scelta grafica ed editoriale sia stata ponderata con cura. Edizioni Arcoiris firma con questo volume uno dei lavori editoriali più riusciti degli ultimi tempi nel campo della letteratura fantastica e gotica. Un libro che appartiene alla biblioteca di chiunque ami la letteratura nel suo senso più ampio e avventuroso.
Racconti del diavolo a cura di Andrea Corona_traduzione di Giovanni Apicella_ Edizioni Arcoiris_ pagine _ Recensione a cura di Morena Di Giulio.



