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“L’altra mamma” di Josh Malerman: questo libro è il mostro dentro il tuo armadio

Josh Malerman, già autore del fenomeno Bird Box da cui Netflix ha tratto l’omonimo film, con questo romanzo lascia da parte la terza persona e si affida interamente alla voce di una bambina: frasi brevi, pensieri spezzati, dialoghi asimmetrici, adulti che parlano troppo e una figlia che osserva tutto. Il risultato è un romanzo horror originale e angosciante al tempo stesso.

Bela vive con la mamma e il papà in una casetta nel Michigan. La sua vita è quieta: la scuola, l’amica Deb, i puzzle con il papà, la nonna Ruth. Ma c’è un’altra presenza. Esce dall’armadio dopo la buonanotte, siede sul bordo del letto, a volte fluttua. Bela la chiama l’altra mamma. E l’altra mamma vuole solo una cosa: entrare nel suo cuore.

All’inizio sembra quasi un gioco, un’amicizia strana e un po’ inquietante. Ma l’altra mamma diventa ogni giorno più insistente, più audace, più fisicamente presente. Inizia a girare per casa anche di giorno. Fa sentire la sua presenza ai genitori. E quando la famiglia capisce che non si tratta di una fantasia infantile, è già quasi troppo tardi.

Un matrimonio che vacilla, una presenza che infesta la casa

Sullo sfondo di tutto questo, con una delicatezza che sorprende in un romanzo horror, si consuma la crisi del matrimonio tra i genitori davanti a Bela che osserva tutto.

L ALTRA MAMMA GIUNTI

La scelta narrativa è coraggiosa e funziona quasi sempre alla perfezione. Malerman trova un equilibrio notevole, mescolando la paura di fronte all’ignoto con la curiosità naturale dei bambini, fino a creare scene che lasciano il lettore col fiato sospeso. Proprio perché la comprensione del mondo di Bela non è completa come quella di un adulto, quello che vede, o non vede, ci spiazza ogni volta. La prosa è secca, con frasi brevissime che creano un ritmo quasi ipnotico. Lo stesso Malerman spiega in una nota iniziale che la giustificazione a sinistra, i dialoghi rientrati, gli spazi bianchi sono tutti intenzionali: è la grammatica di una bambina.

Non mancano però le riserve: il meccanismo della domanda ossessiva — Posso entrare nel tuo cuore? — è straordinariamente efficace nella prima metà, ma verso la fine alcune scene tendono a replicarsi più che ad aggravarsi.

⚠️ Attenzione: da qui in poi si parla del finale del romanzo.

Tutto il romanzo costruisce qualcosa di raro: un vero affetto per Bela, per la sua innocenza, per il modo in cui cerca di proteggere i suoi genitori pur non capendo appieno il pericolo. Per trecento e passa pagine il lettore la vuole bene come a una figlia, e ha paura per lei come ha paura per le persone che ama.

Il finale consegna esattamente quello che l’altra mamma aveva promesso fin dall’inizio: lo scambio. È un finale coerente con la logica del romanzo, questo va detto. Malerman ci aveva avvertito dall’inizio che quello scambio era possibile, e la tragedia si costruisce mattone dopo mattone. Ma c’è una differenza tra un finale inevitabile e un finale soddisfacente.

Quello che rimane è un retrogusto amaro, perché il romanzo ti aveva fatto innamorare di Bela, e poi te la toglie senza offrirti nemmeno una briciola di speranza.  Per certi lettori quella crudeltà finale sarà la ciliegina su una torta. Per altri lascerà un sapore di incompiuto, come se il libro avesse fatto una promessa e poi l’avesse spezzata.

Il finale è l’unica nota stonata in un concerto altrimenti impeccabile. Non da rovinare il libro, tutt’altro, ma abbastanza da lasciare il lettore con quella strana sensazione di essere rimasto a mani vuote dopo aver tenuto qualcosa di prezioso per ore.

Laltra mamma” di Josh Malerman_ Giunti Editore _ Recensione a cura di Morena Di Giulio.

Morena Di Giulio

Morena Di Giulio è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine del Lazio, blogger e beta reader. Dal 2022 è Redattrice di The Book Advisor, portale dedicato ai libri e alla lettura, dove gestisce la rubrica "Lib(e)ri di Leggere" Scrivimi a [email protected]

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