Il potere rende spregiudicati fino a far marcire la mente. Il danaro, invece, mette a tacere le coscienze soprattutto le più squallide. Esistono uomini privi di giudizio e di anima. Individui così sono pestilenziali, pericolosi, sono capaci di tutto e non si fermano di fronte a niente e nessuno, neanche dinanzi ai legami di sangue. Di umano hanno solo le fattezze, per il resto sono mostri e della peggiore specie.

In L’oro dell’inferno di Eric Frattini un leader, poche menti e molte pedine, tracciano corridoi di potere e di salvezza. Hitler ha deciso lo sterminio degli ebrei ed i folli come lui lo seguono incondizionatamente, ma se ci guadagnano prestigio e conto economico personale è meglio. Per il Fuher arrivano tempi critici, sta perdendo la guerra su più fronti e bisogna mettere al sicuro l’oro ed i gerarchi nazisti. Qualcuno ha anticipato le mosse creando un’organizzazione segreta che sposti danaro, tantissimo danaro, in conti cifrati esteri e che faccia aprire vie di fuga insospettabili fuori dall’Europa. La missione è molto pericolosa. Uno è l’eletto, moltissimi sono i fili da muovere tra condanne, tradimenti e tuniche apparentemente pulite.
Il romanzo è ben costruito. La trama lascia senza un attimo di tregua il lettore che si addentra nella storia tra suspense e ingegno stilistico. Il mistero, ma anche la denuncia, di ciò che si è deciso in Vaticano fa riflettere e non poco.
“L’oro dell’inferno” di Eric Frattini, editrice Nord. Dream Book.




