Dream Book

“Il tuo nome nel bosco” di Francesca Maccani: l’incendio dell’anima tra i boschi di Bondone

Congelare la rabbia è un rischio troppo grande. Al momento giusto diventa fuoco e tremi. Sai già che non porta nulla di buono. Sei in trappola domata dal tuo stesso incendio. Strilli, meni e butti veleno. Non esiste ragione dinanzi all’orgoglio calpestato e offeso. Fendi l’aria inselvatichita dallo scuro che porti dentro. È rabbia repressa, per tante cose. Il disordine aumenta e pure il nervoso. Non sei abituata al garbo, alla bellezza delle parole e dei gesti. Sei ruvida, così hai imparato ad essere. Lo hai capito presto dalle alzate di voce e di mani. Il silenzio, poi, ha fatto il resto. Ha costruito muri e seminato gramigna. L’educazione quando passa dalla paura si trasforma in livore, specie quando vedi la felicità negli occhi degli altri, mentre tu porti addosso stracci di rovine.

La rabbia addormentata sotto la cenere alimenta la rivolta emotiva, specie dinanzi a torti subiti. Non te la fai passare la mosca sul naso. Se sei stata umiliata, trattata come una sgualdrina, rifiutata, non sopporti nulla che possa essere diverso per gli altri e fisso per te. I tradimenti, carnali e di fiducia, sono scogli da superare e farlo richiede forza d’animo. Se ce l’hai bene, altrimenti tutto va in malora. La rabbia pungola come una spia al soldo del vantaggio per accedere nella stanza della quiete, ma rimane sempre pericolosa ed imprevedibile. Puoi rompere l’incantesimo del disastro solo cambiando il peggio in meglio. Se hai cuore per la vita, per te stessa, per le questioni importanti rifiuti la belva che esce da un animo consacrato all’inverno, al freddo, alle storture che ingrossano l’ira.

In Il tuo nome nel bosco di Francesca Maccani, edito da Rizzoli, conosci una storia che si misura su diverse voci interiori. È il 1961. A Bondone, in Trentino, il lavoro del carbone scandisce tempi e necessità. Quando Adele arriva all’Osteria della Rina, scarmigliata e con lo sguardo di chi fugge, i respiri dei paesani restano fermi. È forestiera. Lì, nella terra dei boschi, ci si conosce tutti e quella ragazza rappresenta un mistero oppure una minaccia. Cerca Bortolo, un giovane carbonaio. La sua venuta non promette nulla di buono e la curiosità di donne e uomini è tanta e tale che la osservano senza spingersi a domande dirette. Solo Gianna, donna forte e schiva, l’accoglie in casa per offrirle riparo e ristoro. E le sorprese non mancheranno come i misteri accoccolati dal silenzio. Il fuoco negli occhi di Lisa, la morosa di Bortolo, invece sarà spietata in rabbia e veleno. Sarà Adele a smuovere la cenere sotto alla quale si nascondono verità e segreti.

Il romanzo è stupendo. La storia è ben costruita e raccontata. I personaggi, tutti, hanno una personalità secca e forte. La scrittura è praticata con maestria. La prosa è arte della bellezza e della conoscenza stilistica.    

“Il tuo nome nel bosco” di Francesca Maccani”, edizioni Rizzoli.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario Rai Cultura per Mille e un libro Scrittori in Tv di Gigi Marzullo su Rai1. Giornalista pubblicista, recensore professionista. Lettura, scrittura e stile, fonti di vita e di ispirazione

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio
The BookAdvisor
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.