Dream Book

“Il sale dei morti” di Salvatore Falzone: una storia fatta di silenzi e ferite

Giri, scappi, ritorni, ti fermi e comprendi ciò che ti sfuggiva. O meglio, quello che allontanavi perché in difficoltà con la parte più intima e vulnerabile di te stesso. È la coscienza a dirtelo. Te lo suggerisce in momenti precisi come un monito. Allora, osservi meglio la realtà e capisci che non puoi più tirarti indietro, fare finta di nulla. È richiesto un tuo intervento, chiaro. Anzi, ti rendi responsabile di un cambiamento necessario per liberare quell’indole soffocata e frustata che chiede tranquillità. Attraverso un pensiero, una condotta, idee e scelte, puoi migliorare alcune situazioni troppo a lungo arenate nella dimenticanza. Uno stallo che fa comodo a chi ha tutto l’interesse affinché restino sottotraccia, nascoste.

La bestia della mala società, per quanti se ne servono per un tornaconto personale verso un potere che li grazia da qualsiasi nefandezza commessa, non va scossa, provocata. In un ambiente così adombrato dalla menzogna, dall’intrigo, dal pensiero criminale, solo lo scatto verso la verità può cambiare la sostanza della vita, della propria e di quella altrui. I fatti gravi, gravissimi, squallidi, non si possono addolcire per piacere a chi ha paura della verità. Quest’ultima è una dichiarazione di integrità che va difesa, comunicata, conosciuta e condivisa.

In Il sale dei morti di Salvatore Falzone entri in una storia fatta di silenzi e ferite. Ernesto Vassallo, ha sempre amato la valle del sale, chiamata così per via della miniera dismessa che si presenta in un groviglio di ferraglia arrugginita. In un paese della Sicilia, accanto alla recinsione della miniera c’è il corpo senza vita di un uomo. Ernesto conosceva la vittima. Nel centro di immigrati dove presta servizio come medico volontario, aveva conosciuto Youssef, il marocchino che era giardiniere e poeta. Youssef, alcuni giorni prima gli aveva confessato: “Ho paura”. E lui non aveva chiesto il perché. La morte di un immigrato non è la priorità per nessuno. Ernesto è solo a cercare la verità tra ostacoli e omertà. L’ossessione di rendere giustizia a chi non pensava di averne diritto riapre ferite del passato e diventa una questione di sopravvivenza.

Il romanzo si presenta come un affare psicologico e di ricerca della verità, a tutti i costi. Percorso che mette in pace anche i propri tormenti. La storia è ben bilanciata e la scrittura, conservando la scia del giallo, si snoda con destrezza.   

“Il sale dei morti” di Salvatore Falzone, edizioni Neri Pozza.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario Rai Cultura per Mille e un libro Scrittori in Tv di Gigi Marzullo su Rai1. Giornalista pubblicista, recensore professionista. Lettura, scrittura e stile, fonti di vita e di ispirazione

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio
The BookAdvisor
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.