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“Il corpo di Mussolini” di Ugo Savoia: l’odissea di un cadavere

Alcune notizie sono pericolose. Sono così forti che rischiano di mandare in tilt la sicurezza di un Paese. Con certe news occorrono discrezione e una riservatezza ineccepibile per proteggere i fatti che altrimenti finirebbero sulla bocca di tutti, specie di fanatici facinorosi. Il danno sarebbe grave ed enorme. Più talune notizie sono segrete e più filtrano in determinati ambienti finendo per serpeggiare lungo le piazze pronte ad essere accolte da chiunque.

La linea di sbarramento si spezza quando in ballo si sono interessi e più interessati a quella data notizia che, pur nella ristretta cerchia di custodi di una verità che va tutelata, sfocia in direzioni inesplorate. La cautela che si è avuto nel proteggerla crolla dinanzi all’evoluzione di alcuni fatti correlati con la divulgazione di notizie riservatissime. Notizie che quando riguardano un pezzo significativo della Storia è bene saper gestire con tutti i crismi altrimenti si potrebbero innescare possibili focolai di incontrollabile fanatismo retto da idee ed azioni troppo estreme.

In Il corpo di Mussolini di Ugo Savoia entri in un segmento di Storia taciuta a lungo. 1945, dopo i fatti di piazzale Loreto, il corpo dell’ex duce del fascismo viene inumato in un campo anonimo del cimitero di Musocco, a Milano. Un anno dopo, tre giovani nostalgici lo riesumano e lo rapiscono: chiedono che lo Stato italiano tributi a Mussolini gli onori che, secondo loro, si merita. La notizia piomba nelle redazioni dei giornali italiani e stranieri come una bomba e la stampa sembra fare a gara a chi la spara più grossa. Il cadavere di Mussolini viene segnalato contemporaneamente in vari luoghi del Paese. In realtà, da quel momento quei resti mortali vagano tra un convento e l’altro della Lombardia, senza che si sappia dove sono nascosti. Il governo della neonata Repubblica, guidato da Alcide De Gaspari, vuole evitare che il luogo della sepoltura si trasformi in una sorta di tempio di fanatica venerazione. I tre protagonisti del trafugamento, guidati da Domenico Leccisi, trovano l’appoggio di padre Enrico Zucca, superiore del convento dei frati cappuccini di piazza Sant’Angelo, e di padre Alberto Parini, fratello dell’ex podestà di Milano. E mentre il ministro dell’Interno Romita muove anche i servizi segreti per scoprire dove si trova la salma, quel che resta del corpo di Mussolini viaggia ancora in un’odissea di luoghi sino a trovare il suo epilogo, oltre dieci anni dopo, nella tomba di famiglia a Predappio.

Il libro è interessante per contenuti e per scrittura. La storia è circostanziata, ricca di dettagli e la prosa è schietta, asciutta.

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“Il corpo di Mussolini” di Ugo Savoia, edizioni Neri Pozza.  Dream Book.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario Rai Cultura per Mille e un libro Scrittori in Tv di Gigi Marzullo su Rai1. Giornalista pubblicista, recensore professionista. Lettura, scrittura e stile, fonti di vita e di ispirazione

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