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“La governante” di Csaba dalla Zorza: recensione libro

Hai tutto, non ti manca niente, eppure vorresti essere altro. Sei risentita con te stessa perché hai accettato la vita che famiglia e società hanno voluto che tu seguissi. Non ti sei risparmiata tra impegni e sacrifici a diventare ciò che sei. Hai lavorato sodo per affermarti, per fare la differenza, per ritagliarti un ruolo importante in un ambiente quasi prettamente maschile. Ce l’hai messa tutta incastrando necessità di casa, di figli, con le imprevedibili urgenze al lavoro. Il successo se poggia anche su queste basi arriva, prima o poi.

È una conquista che gratifica e che ti mette al riparo dalle difficoltà economiche, ma ingoia tutte le tue scelte. I desideri contano poco o nulla, sino a quando il bisogno di essere te stessa non ti invita, in modo pressante, a lasciare tutto per ricominciare da un altro punto. Il tuo. Senti che quello che fai non ti appartiene più, pur svolgendolo al meglio. In fondo la tua onestà intellettuale, come la coscienza, ti ha sempre detto che le cose bisogna farle bene, sempre. Allora, comprendi quanto sia fondamentale essere la vera aspettativa di te stessa. Un conto è apparire per tutti gli altri, un altro è essere per sé. Quindi succede che ti rendi invisibile per riappropriarti dei tuoi sogni, dei tuoi respiri, dei tuoi spazi, della tua felicità.

In La governante di Csaba dalla Zorza segui un percorso a ritroso per raggiungere ciò a cui tutti ambiscono: la felicità. Vista da fuori la vita di Adele non presenta nessuna sbavatura. È una donna che ha avuto tutto: marito, figli, una bella casa, una posizione professionale invidiabile. Per il suo sessantesimo compleanno decide di farsi un regalo: seguire un desiderio nascosto, lasciare ciò che ha per andare altrove. La sua è una confessione che svela un pezzo alla volta. Adele ha coperto con la forza di volontà le sue fragilità, ha dovuto lottare contro se stessa. La famiglia, il giudizio degli altri, la paura di essere inadeguata, sono stati i punti fermi ai quali si è aggrappata, ma da cui è scivolata per comprendere appieno che l’unico modo per iniziare a vivere davvero è essere sé stessi.

Il romanzo presenta diversi passaggi molto interessanti, quelli che consegnano al lettore il senso del racconto. Ma quei punti sono pochi, pur determinanti. La struttura narrativa si assesta su un ponteggio debole. La storia si trascina sino al punto cruciale, che il lettore comprende e intuisce abbondantemente già dai primissimi capitoli. È come se mancasse il vento della sorpresa. La scrittura è pulita, ma non restituisce la tempesta delle emozioni forti.  

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“La governante” di Csaba dalla Zorza, edizioni Marsilio.  Dream Book.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario Rai Cultura per Mille e un libro Scrittori in Tv di Gigi Marzullo su Rai1. Giornalista pubblicista, recensore professionista. Lettura, scrittura e stile, fonti di vita e di ispirazione

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