Appuntamenti con i libri

Book Pride Milano 2026: libri, persone e speranza

La “Speranza” è quella cosa piumata che si viene a posare sull’anima Canta melodie senza parole e non smette – mai – (“La Speranza” Emily Dickinson)

Con tre intensissime giornate, dal 20 al 22 marzo, Book Pride è tornato a Milano celebrando i suoi dieci anni con un tema che resta nel cuore: “La speranza è la cosa con le piume”, dalla poesia di Emily Dickinson. Un messaggio di speranza che risuona come un invito di riflessione che, forse, non si limita al mondo dell’editoria ma vuole andare ben oltre. In un momento storico così difficile la cultura, e in particolare quella indipendente, si mostra tenace e continua a volare e a far volare, e l’esperienza milanese pare fare eco di tale idea con un inno di pace e di resistenza profondamente sentito.

Anche quest’anno la Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente è stata accolta negli spazi del Superstudio Maxi di via Moncucco, un appuntamento oramai consolidato che riunisce, pone in simmetria e richiama i lettori dalle diverse parti dell’Italia, e non solo. Un pezzettino dell’enorme Salone Internazionale del Libro di Torino che, nell’ottica milanese, risulta più intimo e, se vogliamo, più accogliente, facendo brillare una Milano che riscalda attraverso i libri e le voci di autori e lettori. Moltissimi sono stati gli ospiti italiani e stranieri e gli eventi organizzati; un ricco e multiforme calendario scandito da presentazioni, dialoghi e laboratori che, in concerto, hanno intrecciato nuove penne con nomi già noti, omaggiando anche alcuni grandi artisti della musica e della scrittura. Nel corso delle tre giornate, icone come Ornella Vanoni, Han Kang, Agota Kristof, Grazia Deledda e Agatha Christie sono state citate e ricordate dai nostri stimati autori e giornalisti.

Passeggiando tra gli stand scopriamo che accanto alla narrativa trovano spazio diversi editori del fumetto, romance, fantasy e della saggistica, ma anche podcast e letteratura per ragazzi; un panorama artistico e multi cromatico che rispecchia la varietà di questa manifestazione. Particolarmente significativa è stata la presenza di Book Young, lo spazio dedicato a scuole e giovani lettori, e molto apprezzata dai genitori resta l’area-attività dedicata ai bambini sostenuta dalla presenza di molteplici editori per l’infanzia.

Una volta entrati nel mood dell’evento – al secondo giro ci si sente già tra amici – si viene coinvolti da una vivace atmosfera che unisce e rende partecipi. Più che una fiera sembra un incontro tra persone e famiglie che si ritrovano e si riconoscono. È sempre emozionante scoprire tanti volti che condividono la stessa passione per la lettura. Belle facce che promettono speranza – proprio quella evocata dallo slogan di quest’anno.

Tra editori indipendenti, libri fuori dai soliti circuiti e chiacchiere con autori e lettori, Book Pride si riconferma essere un luogo vivo dove la cultura non è una cosa così tanto distante e la si può costruire anche insieme. E forse è proprio questo il punto di forza di questa preziosa manifestazione: non solo libri ma relazioni, sguardi, sorrisi sconosciuti ma fortemente complici, attimi di reale condivisione che uniscono interessi, curiosità, spiriti e sensazioni rendendo tutti partecipi del medesimo momento, della stessa storia.

Book Pride è un piccolo mondo che profuma di libri, fatto di storia, di persone e di nuove promesse.

Ciao belle facce, ci vediamo il prossimo anno.

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