La Principessa sposa è il libro da cui è tratta La Storia Fantastica, film cult per tutti i sognatori della generazione degli anni ’90, ma in realtà nascosto tra le pagine di questa favola c’è molto di più.
La Favola
La bellissima principessa Buttercup (un pò sciocca in verità) e il suo amato Westley, lo spagnolo Inigo in cerca di vendetta, il gigante buono Fezzik, lo scaltro Vizzini e il perfido principe Humperdinck sono i personaggi che hanno segnato l’infanzia del giovane William Goldman (e la nostra). Una favola romantica e appassionata capace di trascinare il lettore in un’avventura ricca di colpi di scena.
Ma se si sceglie di andare oltre il ricordo del film c’è una sorpresa. I livelli narrativi si moltiplicano e ci si trova catapultati in un metalibro. Goldman scrive (anzi riscrive) La Principessa Sposa, che tra tutti i libri è il suo preferito, anche se non lo ha mai letto. Si, perché questa storia è stata letta al piccolo William Goldman da suo padre per aiutarlo a superare la noia di dover restare a letto durante una polmonite.
Solo le parti belle
Ogni parola appartiene a suo padre e William Goldman non lo ha mai più preso tra le mani, fino a che non decide di donarlo a suo figlio. Ed ecco la scoperta: il libro, scritto originariamente da S. Morgenstern, non corrispondeva a quello dei suoi ricordi. Il padre, come un editor esperto, aveva selezionato per lui solo le parti belle.
Goldman scrive (anzi riscrive) La Principessa Sposa, per consegnare ai lettori un libro che esisteva solo nella sua fantasia di bambino, così come suo padre glielo aveva letto. Ne viene fuori una favola irriverente, piena di ironia in cui compare spesso il commento dell’autore (in corsivo, affinché sia riconoscibile).
Ma volete sapere la verità? Non esiste nessun S. Morgenstern (è lo pseudonimo di Goldman), nessun padre che legge una favola, nessun bambino che decide di diventare scrittore. E’ tutto un gioco di specchi, un’illusione in cui l’unica cosa vera è la finzione.
E vissero felici e contenti…o forse no
“Inconcepibile”, direbbe il siciliano Vizzini. Ogni piano narrativo si intreccia per creare una favola diversa da tutte quelle mai scritte. Una storia che vuole andare oltre i luoghi comuni del vissero tutti felici e contenti (il film invece sceglie di seguire questo finale rassicurante) e aprire l’orizzonte del lettore al vero messaggio dell’autore: “l’amore è la cosa più bella del mondo, a parte le pasticche della tosse. Ma devo anche dire che la vita non è giusta, è solo più decente della morte… tutto qui.”
La lunga notte
La Principessa Sposa, di William Goldman, editore Marcos y Marcos.
TI PIACE SE: vuoi una favola inaspettata. Credi nella forza dell’amore. Hai tanta nostalgia degli anni ’90.
LASCIA PERDERE SE: non appartieni ad una generazione di sognatori. Non sai apprezzare l’ironia. Ti è piaciuto troppo il film.

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