Evviva! Benjamin Stevenson è tornato con “TUTTI HANNO DEI SEGRETI A NATALE” (Feltrinelli), la terza, appassionante, avventura del suo alter ego Ernest Cunningham, fan dei gialli dell’Epoca d’oro e investigatore suo malgrado.
Dopo “TUTTI NELLA MIA FAMIGLIA HANNO UCCISO QUALCUNO” (nel quale Cunningham narrava una serie di omicidi che avevano coinvolto la sua famiglia in un resort di montagna) e “TUTTI SU QUESTO TRENO SONO SOSPETTI” (nel quale era un invitato alla cinquantesima edizione del Festival Australiano del Giallo sul super lussuoso treno Ghan ove ci scappava il morto), si trova nel backstage di uno spettacolo del mago Rylan Blaze, il cui committente è stato assassinato. Non di meno, la sua ex moglie Erin è accusata di questo crimine. Ma poi c’è un nuovo omicidio, la vittima è proprio Blaze.
Ernest Cunningham ci ricasca
Pochi giorni prima di Natale Erin manda un sms a Ernest perché è stata appena arrestata per l’omicidio del suo compagno, Lyle Pearse, un ricco filantropo, creatore della Pearse Foundation, un’associazione che si occupa del recupero di tossicodipendenti attraverso produzioni e rappresentazioni teatrali.
L’ambientazione è a Katoomba, nelle Blue Mountains australiane, dove il Natale climaticamente è un filo diverso dal nostro emisfero, essendoci 40 gradi. Ma tant’è, Stevenson è australiano.
«Il sole del tardo pomeriggio era una colata lavica, un mandarino in cielo; le montagne una distesa di fiori selvatici. L’afa di dicembre aveva appena spazzato via la fioritura dei ciliegi e i grappoli viola degli alberi di jacaranda, ma io dovetti comunque attivare i tergicristalli per ripulire il parabrezza dai viluppi di petali rosa, bianchi e viola.»
Un giallo che è un calendario dell’Avvento
In un giallo costruito come un calendario dell’Avvento, con tanto di finestrelle da aprire, Ernest Cunningham ha a che fare con sospettati sospettabilissimi perché tutti imbroglioni professionisti: il mago stesso, un esperto di trucchi e travestimenti, un’ipnotista, una responsabile finanziaria, una gemella, anzi due (ma una l’ho già citata), uno psicologo, un tecnico delle luci e degli effetti speciali.
Il finale è rocambolesco, addirittura su una cabina della funivia con il pavimento in vetro, nella quale Ernest raduna tutti i sospetti in una degna emulazione dei gialli di Agatha Christie. Snocciola indizi, pensieri, considerazioni, e li elimina a uno a uno fino ad arrivare al colpevole.
«Non mi stancherò mai del momento in cui il vero assassino capisce dove ho sbagliato. Noti un contrarsi delle labbra, una tensione del collo. E la reazione arriva un millisecondo prima di quella degli altri, perché mentre a loro stai spiegando il passato, …» Stop! Spolier alert!

Ancora metanarrazione
Anche in questa terza avventura, Ernest è la voce narrante affidabile, in una vera e propria metanarrazione, che snocciola indizi giornalieri per risolvere il caso, fornendo al lettore deduzioni mai banali. Ho ritrovato il ritmo e la capacità di sorprendere, tipici di uno stand-up comedian quale è l’autore, che forma con il gemello il pluri-acclamato duo “The Stevenson Experience”.
“Tutti hanno dei segreti a Natale” un giallo classico, ricco di humor nero, ironia e giochi con il lettore. Ogni tanto una lettura rilassante ci vuole, anche se “gialla”.
(traduzione di Elena Cantoni)
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“Tutti hanno dei segreti a Natale” di Benjamin Stevenson, Feltrinelli Editore. A Garamond Type.

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