“L’Agnese va a morire” di Renata Viganò: la Resistenza attraverso gli occhi di una donna

“L’AGNESE VA A MORIRE” di Renata Viganò 

(Einaudi)

Audiolibro letto da Lucia Mascino per “Ad alta voce

Che libro e che personaggio meraviglioso è l’Agnese!

Personaggio/persona in realtà… perché Agnese è esistita davvero, partigiana insieme all’autrice Renata Viganò, donna vera, staffetta, combattente che non si è mai tirata indietro di fronte alla fatica, al pericolo, al freddo, alla paura, sempre pronta a dare il suo contributo (“se son buona”) e mai disposta a chinare la testa di fronte ai tedeschi o ai fascisti che le hanno tolto tutto, ma non la dignità.

Quella mai, fino alla fine.

Donna di poche parole e tanto coraggio

Rude, taciturna e affidabile, non più giovane e corpulenta, “mamma Agnese” (che mamma in realtà non è mai stata) diventerà presto cardine e punto di riferimento per tutta la brigata di partigiani presso cui si rifugia e che poi accudisce nelle valli di Comacchio.

Lei, una semplice lavandaia che aveva sempre considerato le questioni politiche una roba da uomini, si riscopre capace non solo di comprenderle, ma di “sentirle” parte di sé, del suo pensiero, scoprendo così l’importanza degli ideali e ancora di più la fedeltà agli stessi.

Poche parole, poche smancerie, ma tanto coraggio e abnegazione!

Con una scrittura realista, limpida e poetica, Viganò ci fa vivere e vedere la Resistenza attraverso gli occhi di una donna, una donna che sa di cosa parla, perché c’era, perché ha vissuto sulla sua pelle la follia della guerra e la lotta partigiana (con il nome di battaglia di “Contessa”) e ci ricorda ancora e per sempre cosa abbia significato essere lì, sempre nascosti, sempre in pericolo, sempre ad un passo dalla morte, ma con la ferma consapevolezza di stare dalla parte giusta!

Resistenza sempre!

Una narrazione pacata, ma ferma nella sua indignazione, in cui troviamo una forma di dolore che definirei “asciutto“, un dolore che non fa rumore, ma che solca, e si fa crepa sul muro della Storia.

La cosa che fa più male è che l’Agnese e tutte le partigiane e i partigiani che sono morti per la nostra libertà, lo hanno fatto anche per tutti gli imbecilli ingrati che ancora oggi si riempiono la bocca di idiozie senza capire che il diritto di dirle, certe castronerie, lo devono proprio a chi si è battuto ed è morto per garantirglielo, questo diritto.

Libro straordinario, che ho ascoltato attraverso la voce di Lucia Mascino, proprio a cavallo del 25 Aprile, durante le mie lunghe camminate mattutine col mio cagnolino, e che mi ha sorpreso, ogni volta, per strada, ad asciugare qualche lacrima che cercavo di camuffare col sudore agli occhi dei passanti ignari della bellezza lacerante che io avevo nelle orecchie.

Posso solo dire “grazie“.

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“L’Agnese va a morire” di Renata Viganò, Einaudi editore . Un libro tra le mani.

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