“La proibizione” di Valentina Durante: ovvero, la manipolazione.

LA PROIBIZIONE (Valentina Durante)
(Laurana Editore)

Se, per caso, aveste ancora dubbi su cosa sia la “manipolazione” e come viene messa in atto, allora leggere questo libro sarà illuminante.

È un vero capolavoro della manipolazione affettiva, scandaglia minuziosamente ogni aspetto del dominio e della sottomissione nel luogo più claustrofobico per eccellenza: la famiglia e le mura domestiche.

E se ad una storia così, tanto morbosa quanto affascinante, ci associamo anche una scrittura impeccabile, capace di avvolgere, inquietare, scendere in profondità e poi volare altissima, ecco che avremo fra le mani un romanzo meraviglioso, dal peso specifico notevole.

Leni e la zia Eleonora 

Leni fin da bambina vive in una bella casa con la zia Eleonora, la quale esercita su di lei un controllo atto a isolarla e a precluderle ogni forma di relazione affettiva con il resto del mondo, ma lo fa con modi amorevoli, sempre col sorriso sulle labbra, senza mai alzare la voce nè tantomeno usando violenza fisica.

Non è necessario, la violenza psicologica da lei messa in atto così tanto subdolamente, è sufficiente a garantirle una sottomissione incondizionata, e a lungo inconsapevole, da parte della nipote per cui nutre un amore insano, torbido e malato.

Il possesso, le imposizioni, le prevaricazioni, l’abuso, vengono “normalizzati“, presentati come un qualcosa non solo necessario al suo bene, ma addirittura naturale e giusto.

Leni non può e non deve amare, mai, nessuno (per un motivo che scoprirete solo leggendolo).

Questo le è stato detto, da sempre, e lei obbedisce.

Il talento del gaslighter

Sta tutto qui il talento del gaslighter: portarti a mettere in discussione le tue percezioni, minando la tua autostima e, se necessario, in condizioni di ribellione, riportarti in una posizione di sottomissione e dipendenza facendo leva sul “senso di colpa”.

 

“(…)Dovevo aver rispetto di quanto mi era stato dato nel corpo: niente capelli sporchi e unghie mangiucchiate, niente croste di sangue fresco o duro alle ginocchia, niente dita ad esplorare la bocca e i denti e il morbido della lingua, niente dita tra le cosce o più in su, dove c’era il buchetto, no le dita dove poteva guardare e toccare solo la zia, per capire se tutto era bene, se come le rose la carne sbocciava (“Capire come sei fatta”, aveva detto una volta). Ma specialmente avevo imparato a credere: a tutto ciò che lei diceva, quale che fosse la natura di quanto era detto e la conseguente natura del dubbio. Alla zia si crede: così come si crederebbe alla madre. La zia è madre.”

 

La zia Eleonora non è mai aggressiva, non toglie mai il diritto di parola o azione a Leni, non le impone nè vieta direttamente alcunché, ma fa sì che la nipote condivida il suo punto di vista o, se non bastasse, la convince di non essere in grado di prendere decisioni. E lo fa lei al suo posto.

Leni pensa quindi di essere libera.

Ma in realtà è solo libera di muoversi all’interno della sua gabbia.

E la situazione rimane la stessa, anzi ancora piu patologica, con l’arrivo di un figlio (di Leni) che si ritroverà suo malgrado a vivere in quel microcosmo tossico.

La proibizione 

Valentina Durante fa un lavoro eccellente, non solo nel pennellare il piacere di chi mette in atto il dominio, ma anche nell’assuefazione di chi lo subisce, senza mai cadere nella banalizzazione dei ruoli, ma riuscendo a creare una tensione emotiva fuori da ogni cliché.

C’è tensione emotiva anche nei cespugli di oleandro del giardino della casa.

C’è anche un tocco di surrealtà, che va ad amplificare l’inquietudine senza risultare troppo straniante.

La sua scrittura è elegante e mai eccessiva, densa ma capace di mantere una certa soavità, riesce in maniera sorprendente a mantenersi morbida e avvolgente anche mentre descrive l’orrore di una storia malata.

Questo romanzo è stato l’esordio della scrittrice, un esordio potentissimo che, a mio avviso, avrebbe dovuto avere maggiore clamore e risonanza, ma non è mai troppo tardi per leggerlo.

I libri non scadono, è proprio questo il bello della buona letteratura.




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“La proibizione” di Valentina Durante, Laurana editore . Un libro tra le mani.

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