“CAOS CALMO” di Sandro Veronesi
(Bompiani editore)
Un uomo, un lutto, una “panchina/muro del pianto” e una bambina.
Veronesi prende questi elementi e ne fa una bellissima storia di introspezione e di acuta osservazione della società.
Ci sono quelli che, di fronte ad una perdita importante, si disperano perdendo la direzione, quelli che crollano sotto il peso del dolore, quelli che si buttano sul lavoro per distrarsi… e poi c’è lui, Pietro Paladini, che non reagisce, si ferma e aspetta.
Aspetta che il dolore per la morte di sua moglie arrivi e lo sommerga, aspetta che la sua bambina di 10 anni pianga sua madre, aspetta il senso di colpa per aver salvato la vita di una donna, in mare, proprio mentre quella di sua moglie finiva (a sua insaputa, ma sotto gli occhi di sua figlia), aspetta che scoppi la bolla…
E mentre aspetta il suo dolore, assorbe quello degli altri.
E mentre aspetta, sta fermo. Letteralmente.
Niente più ufficio, niente più appuntamenti di lavoro, niente vita sociale: accompagna sua figlia a scuola e rimane lì, proprio lì, fuori dall’edificio, facendo la spola tra la sua automobile parcheggiata e la panchina dei giardinetti… ogni giorno, tutti i giorni, per 8 ore.

Ed ecco che quella panchina diventa il punto nevralgico di tutti quelli che gli orbitano intorno, che trovano in quella piccola oasi di pace, quasi fosse un luogo fuori dal mondo, estraneo al caos di una nevroticissima Milano, e in quell’uomo, così calmo e apparentemente incapace di guardarsi dentro, la forza di esternare se stessi, di vomitargli addosso tutti i loro problemi.
Da uomo sperduto a punto di riferimento
L’uomo da consolare che diventa consolatore.
Da eroe per caso a padre confessore.
E sarà proprio questo ascolto, questa sua apertura alle miserie altrui, la strada attraverso cui passerà l’elaborazione del lutto.
Un libro solido, con una struttura perfetta ed una scrittura profonda, ma anche leggera.
Introspettivo, ma anche ironico… che fa riflettere, e che diverte.
Un libro in cui, sostanzialmente, sembra non accadere nulla, pervaso da un dinamismo statico (o da una staticità dinamica?), in cui il diagolo interiore diventa trama.
“LA PALLA CHE LANCIAMMO GIOCANDO NEL PARCO È TORNATA GIÙ DA UN PEZZO.
DOBBIAMO SMETTERE DI ASPETTARLA”.
Sarà poi vero?
Io non ne sono così sicura…
Teniamoci stretto il gioioso caos dei bambini, il disordine delle loro camerette, le scarpe slacciate, le sbucciature alle ginocchia…
Guardiamo in alto ancora per un po’.
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“Caos calmo” di Sandro Veronesi, Bompiani editore . Un libro tra le mani.

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