C’è una donna tra la folla in lutto che non piange. Osserva il feretro di Antoni Gaudí con odio negli occhi, il 12 giugno 1926, mentre Barcellona si ferma per l’ultimo saluto al suo architetto più amato. È questa immagine ad aprire il romanzo di Marta Palazzesi, già vincitrice del Premio Strega 2020 con Nebbia e autrice di oltre quindici romanzi per ragazzi tradotti in tutto il mondo.
Chi è quella donna? Cosa la lega a Gaudí?
Per rispondere bisogna tornare indietro di sei mesi, a novembre 1925, quando il ventiduenne Gabriel Fàbregas arriva a Barcellona da Valencia con una sacca in spalla e un segreto nel cuore. Suo padre è morto durante la Semana Trágica del 1909, (episodio realmente accaduto) e Gabriel sfida la volontà materna per inseguire la stessa ossessione paterna: la bellezza ribelle dell’architettura modernista. Trova lavoro nel cantiere della Sagrada Familia (che in quegli anni era ancora in piena costruzione sotto la guida di Gaudí) e da lì la trama si dirama tra sparizioni, passioni proibite e segreti nascosti dietro le facciate impeccabili del Paseo de Gracia.

Palazzesi è laureata in Architettura, e si sente: il cantiere della Sagrada Familia, il trencadís, i salotti dell’alta borghesia catalana, le taverne di calle Sardenya non sono scenografie decorative ma spazio vissuto, credibile, capace di sostenere la tensione. La Barcellona oppressa dalla dittatura di Primo de Rivera, attraversata da tensioni sociali, sospesa tra sfarzo e rivolta diventa un personaggio a tutti gli effetti, coerente con la storia dell’epoca.
Il protagonista
Gabriel Fàbregas è il punto di forza del romanzo. Ventiduenne arrivato da Valencia con una sacca in spalla, figlio di un uomo morto durante la Semana Trágica del 1909, convince fino in fondo: ha la giusta dose di ingenuità e ostinazione, non scivola mai nel personaggio-funzione. Lo si segue con curiosità , non solo per scoprire cosa succederà nello scorrere della storia, ma anche per capire che tipo di uomo diventerà.
Le pagine scorrono senza intoppi, con un ritmo che non cede mai alla tentazione di indugiare troppo né sull’erudizione storica né sulle digressioni sentimentali. Palazzesi sa quando accelerare e quando respirare.
La struttura è quella del romanzo storico a tinte noir, con un prologo ad alta tensione, un flashback di sei mesi e una rete di personaggi che ho apprezzato molto, uno fra tutti l’eccentrico professor Eusebio Camps y López, che alimenta il meccanismo rivelatorio fino alla chiusura del cerchio narrativo.
“L’occhio di Gaudì” di Marta Palazzesi_ Vallecchi editore _ Recensione a cura di Morena Di Giulio.

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