Le vite di ieri, esordio a quattro mani di Marta Mulè e Francesco Salvatore, mette subito in chiaro una cosa: il tempo non è un concetto astratto, ma qualcosa che influenza tutto l’impianto narrativo. L’Accademia e tutto ciò che ci gira intorno funziona proprio così: il presente si plasma su un passato che continua a esistere.
L’idea al centro del romanzo è semplice da spiegare ma complessa da gestire: alcuni di noi posseggono il dono di ricordare le vite precedenti, e hanno la possibilità di riviverle. Non stiamo parlando di ricordi confusi, ma di esperienze che tornano in modo vivido e che chiedono di essere affrontate di nuovo. È un modo diverso di raccontare la reincarnazione: un’intuizione che funziona molto bene; il racconto è diretto, intuitivo, e allo stesso tempo capace di aprire domande molto profonde.
Sapere chi siamo stati ci aiuta o rischia di influenzare in maniera distorta ciò che siamo ora?

Gli autori lasciano nel racconto piccoli misteri, la voce narrante, i simboli, alcune scelte stilistiche, senza spiegare tutto subito. Non è un gioco complicato, più una specie di invito al lettore: “Se ti va, prova a capire cosa c’è dietro”. Funziona, perché non appesantisce la storia e mantiene vivo l’interesse.
Alessandro è probabilmente il personaggio che rende meglio la parte emotiva del libro. Vive il suo “dono” come qualcosa di grande, forse troppo grande. Non si atteggia a eroe, anzi: si sente stretto, confuso, sopraffatto. E questa fragilità lo rende vero. È difficile immaginare qualcuno che resti lucido davanti alla scoperta di aver già vissuto altrove, in altri tempi, e di poterci tornare.
Siamo tutti interconnessi, ma solo alcuni possono viaggiare
La tensione cresce man mano che si capisce che un conflitto sta arrivando. Tutto lascia pensare a uno scontro inevitabile, ma il romanzo non si ferma su un’idea rigida di “buoni contro cattivi”. Anzi, spunta il dubbio che si possano trovare alternative, che capire chi sta dall’altra parte sia possibile.
Il finale è la parte più intensa del libro. È semplice, senza colpi di scena costruiti a tavolino, e proprio per questo colpisce; lascia una sensazione di pace e di speranza perfetta per un primo volume di una serie.
Le vite di ieri è un esordio curato e sincero, che mette al centro le emozioni e il rapporto con ciò che ci portiamo dietro da altre versioni di noi stessi. Non mira a stupire a ogni pagina: preferisce concentrarsi sull’impatto che il passato ha sul presente. È una scelta che paga e che lascia voglia di seguire i personaggi nei volumi successivi.
Gli autori
Francesco Salvatore (Pescara 1997) ha studiato a Bologna, oggi lavora nell’ufficio diritti di un grande gruppo editoriale italiano e da sempre coltiva una passione per la scrittura.
Marta Mulè (Roma 1979) è laureata in Giurisprudenza con un master in Criminologia. È avvocata part-time e da anni si occupa di libri sulla sua pagina Instagram @libriattraversolospecchio.
“Le vite di ieri, cronache delle anime e del caos” di Francesco Salvatore e Marta Mulè _Gallucci edore_ Pagine 473_ 24,00 euro. Recensione a cura di Morena Di Giulio per Lib(e)ri di leggere.

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