Il dolore viene e resta. Non scompare mai, nemmeno quando presti il volto al sorriso. È solo placato dal tempo che ti ricorda che c’è un prima e un dopo. Nell’intermezzo devi sopravvivere al dolore, trasformarlo per non soccombere alla sofferenza che si prende ogni cosa. Affondi e affoghi se ti lasci andare completamente alla disperazione perché a questo porta l’incapacità di non riuscire a gestire il dolore.
Nessuno è maestro del tormento altrui, ma ognuno impara a conoscerlo senza mai abituarsene. Spaventa, il dolore. Ti inabissa nella paura di non farcela a superarlo. Ti toglie forza, energia. Spegne tutto lasciando il vuoto, il silenzio. Taci. Il resto appare superfluo, sciocco. Non sei più in linea con ciò fuori dal tuo corpo. Il dolore è l’epicentro di un sisma emotivo. Ti consuma se non ribalti la sua forza in qualcos’altro. Ovvio, non è facile. Un po’ per volta, un pezzo al giorno, riemergi dal buio che ti ha portato nella sofferenza più dura. Impari addirittura a piangere, libero di farlo senza alcuna vergogna.
In Ti ritrovo nel silenzio di Geraldine Brooks, edito da Neri Pozza, conosci il dolore della scrittrice. Un giorno riceve la notizia che suo marito, Tony Horwitz, sessant’anni, giornalista, è morto d’infarto. Lei, che sta lavorando ad un romanzo, non può concedersi l’autocommiserazione, non può crollare: ci sono i suoi figli. Ci sono tutte quelle incombenze pratiche e urgenti dettate dal momento. Deve indossare una maschera per ogni viso che incontrerà. Passano tre anni, durante i quali il mondo di Geraldine è rimasto vuoto seppur traboccante di persone e di successi letterari. Comprende una cosa importante: il suo dolore non ha avuto spazio per gridare. È ancora lì, grumo rovente ed ancora intatto sotto la pelle.
Il libro è toccante, forte nel suo tema che apre un orizzonte di consapevolezze dalle quali si riparte per non essere schiacciati dal prima. La scrittura è intima, quasi una preghiera dinanzi a sé stessi nella confessione di un dolore che trattiene e che insegna il mistero dell’esistenza, quella che passa dal fuoco di una nuova nascita, la propria, dopo la selvaggia tempesta emotiva.
“Ti ritrovo nel silenzio” di Geraldine Brooks, edizioni Neri Pozza.


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