Nel coraggio di vivere impari a sopravvivere. Si può esistere anche senza vivere. Quando diventi un automa niente ha più senso. Il significato della vita sta in ciò che ognuno ricava dalla propria esperienza e da quello che porta nel cuore. Si possono vivere cose atroci, terribili, crudeli, ma il fiato della sopravvivenza deriva sempre dalla famiglia, dalla memoria, dall’amore. Essere costantemente sull’orlo della morte, ad un passo dalla fine, è devastante.
Chi ha vissuto l’orrore che si consumava nei campi di concentramento, e non solo, ha conosciuto la disumanità dei nazisti. Gli ebrei, prigionieri, deportati nei lager, erano internati in condizioni spaventose. In quell’inferno si poteva perdere la speranza, certo. Sopportare l’indicibile, provando sulla propria pelle la malvagità delle SS, ha contribuito, in alcuni casi, a rafforzare il pensiero di resistere, di salvarsi. L’odio razziale e il genocidio hanno ucciso migliaia di persone. Serrando i denti e andando avanti molte di loro sono riuscite a sopravvivere. “Dove l’umanità aveva fallito, l’amore aveva trionfato.” Ecco, il coraggio di vivere le brutture di certe situazioni grazie ad un sentimento che accende la speranza e dona vigore alla forza che torna dopo averla persa.
In Ti lascio il mio cuore Una storia vera d’amoree sopravvivenza ad Auschwitz di Darcy Lee conosci una storia incredibile, sotto ogni punto di vista. È il 1938. Genie ha quattordici anni e vive una quotidianità serena coltivando la passione per la musica. Ama suonare il pianoforte, vuole entrare in Conservatorio. Vive a Cracovia insieme alla sua famiglia. il giorno in cui incontra il giovane pianista, Feliks, la sua vita sembra completa. I due si innamorano e si sposano. Gli orrori della Seconda guerra mondiale irrompono anche nella sua città. Lei viene separata dalla sua famiglia e dal suo amato. Sarà deportata ad Auschwitz-Birkenau. Lì vive una sofferenza inimmaginabile.
Grazie all’iuto di un soldato tedesco riesce ad avere notizie di Feliks, internato nel campo di concentramento di Dachau. Il marito intaglia nel cuoio di una delle sue scarpe un piccolo cuore. Dentro inserisce la fotografia del loro fidanzamento e gliela fa recapitare Genie ritrova così la forza di continuare ad andare avanti. Sente un barlume di vita nel giuramento d’amore verso il marito. Il cuore, sopravvissuto alle atrocità della guerra, all’usura del tempo, sarà rinvenuto poi dalla loro nipote: l’autrice del libro.
Il testo è toccante. La storia vera racconta del miracolo della sopravvivenza in uno scenario agghiacciante in cui la disumanità ha oscurato ogni cosa, ma non l’amore e il ricordo verso la famiglia. La scrittura lascia un segno profondo, sembra un atto di fede in una narrazione di ostinata resistenza.


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