La passione alimenta il bisogno di credere in sé stessi. Accende la forza, la gioia, di un sogno. È l’obbedienza silenziosa nei confronti della determinazione che ti mette in riga e che spiana i pensieri. Non hai dubbi su ciò che incoraggia il tuo desiderio per questo incanali tutte le energie nell’obiettivo da raggiungere. La passione sposta anche le priorità perché ribalta l’ordine delle esigenze. Segna la libertà e ti scongela dalla rassegnazione. Certo, avrai momenti bui, di scoramento, ma non ti lasci abbattere dall’immobilità del tempo.
Nella tua mente corre tutto velocemente, hai ben chiara la tua passione. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. A volte non dipende nemmeno da te. Ci metti la forza, la tenacia, persisti ed insisti, ma alcune cose necessitano di una convergenza di tanti altri fattori che se allineati nei tempi e nei modi giusti hanno un riscontro, altrimenti tutto si perde in un niente. La passione fornisce tante risorse che a pensarle tutte uno non ci crederebbe. La devi sentire. Deve vivere nelle tue viscere come necessaria per formare poi la persona che vuoi diventare. E nessuno può decidere al posto tuo, cosa vuoi o non vuoi fare. I desideri sono il volo verso l’affermazione di sé stessi. Crederci, però, deve essere il primo passo, importante, per andare avanti. Se hai talento in qualcosa, prima o poi arrivi e sarai forte di sentirti fiero per non aver abbandonato la passione.
In L’erbario di Jeanne di Isabelle Chavy, edito da Giunti, conosci una storia che segna il futuro di una donna che ha avuto il desiderio di realizzarsi nella vita seguendo la sua passione. Borgogna, 1752. Jeanne Berret è una ragazzina che sogna ad occhi aperti. Ha un’abitudine: andare nel bosco dietro casa a osservare erbe e fiori. Orfana di umili origini, di straordinaria curiosità ed intelligenza, le prime parola che impara sono i nomi latini delle piante. Grazie alla sua conoscenza della botanica, accetta un lavoro a Digione come aiutante di uno speziale. Un giorno, Jeanne nella bottega incontra Philibert Commerson, medico e botanico. Quando il maestro speziale si ammala, la presenza della ragazza viene richiesta come governante proprio da Commerson perché la moglie è morta dando alla luce suo figlio. Ben presto, da governante Jeanne diventa aiutante, poi amica e confidente di Philibert fino a che tra i due non sboccia l’amore. I due coltivano una relazione clandestina sfidando le convenzioni del tempo. E quando il medico dovrà partire per lavoro, prenderà parte ad una spedizione attorno al globo, Jeanne deciderà di travestirsi da uomo e salpare con lui.
Il romanzo, tratto da una storia vera, è intenso. La narrazione è fluida, emotiva, ricca di spunti e conoscenza della botanica. La prosa è appassionante. Ha il fascino della conquista, della libertà che veste il sacrificio di una donna in un’epoca ancora ostile per quanto riguarda i diritti e le ambizioni delle donne.


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