“La più bella” di Brunella Schisa: il mito di Elena che da millenni affascina la gente

La bellezza incanta e produce spine. Scuote gli animi, suscita invidia e allontana. Sembra una visione beatifica, da una parte è preghiera e dall’altra è sventura. Appare anche in sogno, diventa tormento, ossessione. È anche una prova di fuga dalle smancerie che non hanno peso e senso quando essa è splendidamente accecante. La bellezza, quella che ti lascia senza parole, intimidisce. È addirittura un pericolo, testimone di guai, specie di possesso. E in quel momento finisci prigioniera della tua stessa bellezza, maledicendola per ciò che comporta.

Vuoi essere liberata dai patimenti che somministrano sempre dosi di infelicità. Eppure, non cambi né intendi farlo. Il tempo consegna risposte sincere che sembrano profezie inaspettate. Allora comprendi il valore delle parole che ti sono state soffiate per accenderti di passione e quelle, invece, che ti pittano in malo modo, come una svergognata, per essere gentili nella forma. Quando l’astio è troppo grande e troppo forte, fai fallire l’impresa di chi ti vuole a terra, umiliata. Niente più ti scuote. Il fango che ti viene buttato addosso resta un’intima ferita che non mostrerai mai. Solo di fronte all’amore dimostri quello che sei, svestita della bellezza che tanto scuote la soggezione e il perdono. La verità è l’unica intramontabile bellezza.

In La più bella La versione di Elena di Brunella Schisa conosci, in un profilo diverso, il mito di Elena che da millenni affascina la gente. È notte fonda quando Menelao, re di Sparta, marito di Elena, che è nella pancia del cavallo di legno che gli Achei hanno fatto costruire per dare fuoco a Troia, si chiede come reagirà quando si troverà di fronte sua moglie. Elana è la donna più bella del mondo. Lo ha abbandonato per Paride, è un’adultera, affronto che ha scatenato una guerra. Lei ha ceduto alla passione per Paride, non ha mai conosciuto l’amore tranne alla fine. Comprende la differenza tra desiderio e amore vero. Sa a chi indirizzarlo, ma deve spogliarsi della sua bellezzaper far arrivare chiara la verità.

Il romanzo si presenta come una instancabile battaglia di Elena che parla a sé stessa per capire che donna è diventata. Da regina di Sparta a Elena di Troia a semplicemente Elena, una donna che muove i primi passi verso l’amore che all’inizio non ha saputo riconoscere ma che il tempo le ha fatto comprendere che nome avesse. La narrazione affonda nei grandi nomi greci e troiani, nel mito e nella leggenda. La scrittura è suggestiva come la psicologia di alcune figure femminili che alimentano la curiosità di seguire, sino alla fine, fatti, dialoghi e mito e storie di umana esperienza.     

“La più bella” di Brunella Schisa, edizioni Harper Collins.

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