Le promesse, quelle intime volte al riscatto, sono una fedeltà verso sé stessi. Quasi una rivoluzione silenziosa che chiama in soccorso forza, audacia e determinazione. Doti, queste, al servizio di una causa che diventa il prezzo stesso della propria vita. Il destino, che scrive la sua imprevedibile storia, può diventare scomodo e sconveniente quando lascia intravedere la scorza della sua durezza.
Il futuro è oggi. Non bisogna lasciarsi trovare in ritardo specie se hai potere o se cerchi di averlo. Giocare d’anticipo è la regola nel ricamo della strategia di sopravvivenza nella partita di intrighi, di congiure, di ipocrisie. Non si è mai al sicuro, nemmeno quando il cielo è sereno. Tutto può precipitare da un momento all’altro, per cui mettersi in salvo è la priorità. Rivestire i discorsi di menzogne, di follia, è una scelta da menti astute, istruite, che si avvolgono di conoscenze per impadronirsi dell’impossibile. In altri termini, è un ricatto dell’intelletto verso chi soccombe senza alcun diritto di rivalsa. Eppure, sei consapevole del fatto che piegarsi a menti che non conoscono la clemenza sia una mossa sbagliata. Il perdono arriva con la verità. Per il resto, la lotta quotidiana continua senza sosta per non farti trovare in un angolo a piangerti addosso. Riconquistare ciò che hai perso è un mantra che ti ricorda quello che devi affrontare nell’impercettibile movimento di pedine nello scacchiere del potere. Impensabile trovarsi impreparati. Fare le scelte giuste, da questo dipende il futuro e il destino non c’entra nulla.
In La dama dei gelsomini di Lisa Laffi per Tre60 editore, conosci la storia di due donne, madre e figlia. Forlì, 1484. Bianca Riario è rassegnata a un ruolo di secondo piano all’ombra della madre, Caterina Sforza. Bianca cresce accanto alla madre, donna forte e temuta da tutti, soprannominata la Tigre della Romagna, e da lei impara l’arte della guerra e della conquista del potere. La ragazza, amante dell’arte, incontra Leonardo che ne abbozza un ritratto segnando l’inizio di una grande amicizia. Bianca è travolta dalla complessità delle relazioni politiche che coinvolgono la sua famiglia e intuisce che qualcuno sta preparando una congiura contro di loro. Nelle sue mani ha un solo indizio. Madre e figlia dovranno mantenere il controllo della Signoria, specie quando ogni speranza sembra perduta per sempre.
Il romanzo storico mette in luce l’intelligenza e la capacità di fare politica in un’epoca, il Rinascimento, in cui le donne erano considerate inferiori, inadatte a destreggiarsi nei giochi della politica. La narrazione affonda il cuore della storia nel coraggio, nell’astuzia e nella preparazione di due grandi donne che hanno fatto la Storia. La scrittura è impeccabile. Lisa Laffi non tradisce e non smentisce il suo talento creativo.


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