“Io sono Cleopatra” di Natasha Solomons: il ritratto intimo della Regina che sfidò Roma e il tempo

Nulla dura per sempre. Le storie, però, resistono al tempo. Non conoscono sudari, non sono salme che riscaldano l’aria stantia della dimenticanza. Il ricordo, così, resta per sempre. Esiste il ritratto della narrazione scelta da coloro che hanno voluto lasciare una testimonianza di vita, di esperienza, di esempio da consegnare ai posteri come eredità. Alcune figure hanno fatto la Storia. Essa è scolpita nelle azioni, nel temperamento, nelle idee, di quanti ne hanno ricamato le trame intrappolando le epoche, passate e future, nei loro nomi.

Cleopatra è uno di questi. È il personaggio storico più famoso della Storia, anche il più complesso. Donna intelligente, astuta, aveva il temperamento di un generale. Era la regina, il faraone, la Madre d’Egitto e la madre del figlio di Cesare. Cleopatra seduceva più con la mente che con la sua bellezza, era un abile statista, aveva il suo modo di vedere il mondo e il mondo era ai suoi piedi. Aveva potere. Ma tutto per lei passava da un prezzo molto da pagare in cui l’essere dea, regina e donna non faceva alcuna differenza sebbene ne sentisse il peso e lo scarto delle responsabilità. La sua voce resta inconfondibile oltre ogni tempo.

In Io sono Cleopatra di Natasha Solomons conosci la storia di una donna che è nata femmina e dea. Cleopatra, figlia prediletta del dio-re, è crescita tra le stanze della Grande Biblioteca di Alessandria con il sogno di comparire, un giorno, in quei papiri. Vuole scrivere anche la sua storia. Non lascerà che siano gli altri ad interpretarla. Lei sa che è giunto il suo momento di regnare. Tuttavia, potrà farlo solo se unita in matrimonio al fratello Tolomeo, giovane arrogante e crudele. Cleopatra sarà regina, solo lei ne è degna. Lei che ha studiato il passato dell’Egitto, lei che, unica nella sua stirpe, ha imparato la lingua del popolo. Roma, intanto, guarda la terra di Osiride e Iside come bottino da conquistare. Ma Cleopatra non si lascia intimorire. Sa che l’Egitto ha bisogno di una guida, non di un tiranno. Una regina che sappia ascoltare, comprendere, parlare con i suoi sudditi e difenderli. Il destino del Regno è suo. Nulla potranno le trame di Tolomeo, nulla l’arrivo di Cesare, l’uomo forte di Roma che nelle mani della regina sarà solo una pedina del grande gioco di potere e qualcosa di più.

Il romanzo è stupendo. La storia, che presenta aspetti nuovi, intimi, racconta la gloria di una regina ma anche i travagli che ha affrontato per mantenere il suo potere. Cleopatra non era mai al sicuro nemmeno tra le braccia di Cesare, anche lui bramava la corona e le ambizioni dell’uno non sempre coincidono con quelle dell’altra. La narrazione, fatta di tradimenti, di intrighi, di amore, di astuzia, di pericoli, è scritta molto molto bene. La prosa consegna al lettore un travolgente racconto di una Cleopatra che ha fatto la Storia con la sua fierezza.

“Io sono Cleopatra” di Natasha Solomons, edizioni Neri Pozza.

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