Di Versi in Versi

Di Versi in Versi: “Krankenhaus” di Luigi Carotenuto

Per “Di Versi in Versi”, vi proponiamo la lettura di “Krankenhaus” di Luigi Carotenuto, edito da Gattomerlino.

Per “Di Versi in Versi”, vi proponiamo la lettura di “Krankenhaus” di Luigi Carotenuto, edito da Gattomerlino.

Narrare l’assenza stravolgendo la concezione lineare del tempo

Stravolgere la concezione lineare del tempo, procedendo a scatti, interrompendo, rendendo breve e incisivo il cammino verso la parola che ci introduce alla fine. La voce di Luigi Carotenuto, con “Krankenhaus”, edito da Gattomerlino, colpisce per questa operazione fatta sul passaggio temporale che narra di una fine prima ancora che ci si arrivi, come ben evidenziato nella presentazione di Leonardo Barbera: «Questi testi raccontano un evento, sono una cronaca di come si costruisce un’assenza, quando l’oggetto di questa as- senza non è ancora sparito, ma si immagina la sparizione».

Non sempre infatti abbiamo cognizione del quando in cui ci troviamo. Scrive un’esplicita assenza, l’autore: «La tua assenza è uno scherzo / di cattivo gusto», ricorre alla parola netta e inequivocabile che è il ricordo: «Ricordo il disgusto, il frutto offerto /che non ho raccolto». E subito dopo ci “stravolge” la semantica dei sentimenti evocati dai testi, portandoci nel presente, ma con lo sguardo rivolto ad un ipotetico futuro che prima ci era apparso come passato.

«Sembri un officiante in questa blusa verde,

un oracolo di nomenclature farmacologiche, un trucco

per tenere in piedi la morte».

Rapporto padre-figlio e l’assenza che si immagina

Il binario “passato – presente/finto passato”, è questa la cadenza scelta dall’autore nel narrare in versi questo complicato rapporto di sangue, dove aleggia l’odore acre della morte, parola pronunciata con audacia, senza remore. Il collante tra questi tempi sfasati nella percezione è – come appunto nota Barbera – l’immaginazione.

«L’ospedale è elastico,

a prova d’immaginazione,

supporta insanie,

applica suture,

satura i colori, il tempo».

E perché il ritmo temporale possa scavalcare la concezione nota, il verso non poteva che essere asciutto, breve, diretto, cadenzato da interruzioni che diano – anche a noi lettori – il tempo di abituarci all’assenza, di indossare le «scarpe adatte / a reggere l’urto dell’assenza».

Comunicazione plurima di dialoghi a più direzione

Plurima è anche la direzione di comunicazione. Rapporto oratorio figlio-padreC’erano volte in cui scappavo per niente, /al solo scopo di farmi cercare, / perdermi per ritrovarti. /Non è così che mi hai insegnato l’amore?»); io–lettoreLe ambizioni sono stazioni terremotate»); lettore–padreLa notte è davanti / e alle spalle / sempre / in agguato. / Non puoi grattarla via, / a ottant’anni dovresti saperlo»), e, con una forza di immaginazione post-lettura, padre-figlio:

«Ogni giorno siamo sempre più creativi

nell’inventarci miracoli, nel trovare scuse

per tirare avanti, nel fingerci interi».

Luigi Carotenuto, ph: Antonella Camoni

Il verso è breve, così come il percorso a cui ci introduce (29 le poesie che compongono la raccolta). Perché se l’assenza l’autore la immagina, pur narrandocela, forse anche il lettore deve interrompere il cammino dove Carotenuto ci indica, per costruirsi la sua propria parola, capire se la bellezza sia stata davvero «tutta sepolta, / nascosta per bene», o semplicemente con la forza della parola la si è creata – come noi crediamo, invitando alla lettura di questo testo.

Di Versi in Versi.

Felicia Buonomo

Felicia Buonomo è nata a Desio (MB) nel 1980. Nel 2007 inizia la carriera giornalistica, occupandosi principalmente di diritti umani. Alcuni dei suoi video-reportage esteri sono stati trasmessi da Rai 3 e RaiNews24. È nella redazione di Osservatorio Diritti. Alcune sue poesie sono state pubblicate su riviste e blog letterari, quali La rosa in più, Atelier poesia, la Repubblica – Bottega della Poesia e altrove. Alcuni suoi versi sono apparti anche su riviste e blog letterari degli Stati Uniti, quali Our Verse Magazine, The Daily Drunk Mag e Unpublishable zine. A dicembre 2020, una poesia – tradotta in francese da Bernard Giusti – verrà pubblicata sulla rivista parigina “L'Ours Blanc”. Altri suoi testi poetici sono stati tradotti in spagnolo dal Centro Cultural Tina Modotti. Cura una rubrica dedicata alla poesia su “Book Advisor”. Pubblica il saggio “Pasolini profeta” (Mucchi Editore, 2011), il libro-reportage “I bambini spaccapietre. L'infanzia negata in Benin” (Aut Aut Edizioni, 2020) e la raccolta poetica “Cara catastrofe” (Miraggi Edizioni, 2020). Dirige la collana di poesia “Récit” per Aut Aut Edizioni.

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