Un libro alla finestra

“Io canto e la montagna balla” di Irene Solà: recensione libro

Ammetto che non è stato immediato entrare in sintonia con questo libro. Ho riletto più volte la prima pagina perché non capivo e non percepivo la voce dell’autrice. Stonavo ad ogni riga, rileggevo, ma niente. Cosa sto leggendo? Liberata la mente ho iniziato pian piano a trovare il ritmo, la musicalità, e ho sentito il suono delle pagine. Dovevo accordare la mia voce con quel flusso di parole, ascoltare e accendere la luce del sentire per immagini.

“Arrivammo con le pance piene. Doloranti. Il ventre nero, carico d’acqua scura e fredda, e di lampi e tuoni. Venivamo dal mare e da altre montagne, e chissà da quali altri luoghi, e chissà che cosa avevamo visto. Raschiavamo la roccia sulle cime, come sale, perché non spuntasse neanche la malerba. Sceglievamo il colore delle pendici e dei campi, e la brillantezza dei fiumi e degli occhi che guardano in alto.

Un’opera poetica 

Io canto e la montagna balla è un’opera poetica, un’ode alla natura e alla vita. L’ambientazione è quella di un piccolo paesino sui Pirenei catalani, dove le montagne svettano superbe e cullano i loro abitanti. I cantori sono le donne, gli uomini e i bambini, ma anche i caprioli, il fulmine, i funghi. È un coro polifonico che canta la nascita, il ricordo, l’amore, la morte, la paura, la vergogna, la vendetta, la vita rurale. Ad ogni capitolo corrisponde un voce che fa scoprire lentamente una trama che intreccia gli elementi naturali e le storie dei protagonisti. Vita dopo vita, morte dopo morte, tra miti e leggende, i ricordi affiorano dal racconto delle encantadas, le streghe, da quello del cane, dell’orso, del poeta che non scrive i suoi versi, della neve e della montagna.  

É un omaggio ad un luogo dell’infanzia dove si trovano ancora i residui bellici della guerra civile che diventano giochi e cimeli. Un luogo dove si torna perché il richiamo della terra è più forte di tutto. Un luogo dove tutto si ferma per un funerale e tutti, in religioso silenzio, danno l’ultimo saluto al compaesano morto troppo presto.

È la prospettiva di tutti coloro che abitano la montagna.

“Sono sublimi queste montagne. Primogenite. Di un altro mondo. Mitologiche.

Sono rimasta incantata dalla scrittura di questa giovane autrice, così musicale e lirica, che ha bisogno di pause durante la lettura per essere completamente interiorizzata e compresa. Tenerezza e malinconia sono state le emozioni predominanti che mi hanno accompagnato in questo strano viaggio di riconciliazione con la natura, con le piccole cose, quelle che commuovono e che ti fanno sussultare. Un libro che è un canto travolgente di amore e memoria.

“Io canto e la montagna balla” di Irene Solà, Blackie Edizioni. Un libro alla finestra.

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