Napoli mon amour, Alessio Forgione: romanzo di formazione tra crudeltà e tenerezza

La condanna di una generazione schiacciata tra smania di partire e desiderio di restare

Napoli mon amour è un romanzo che si legge come una ferita aperta, un flusso di coscienza intriso di malinconia e desiderio, dove la città si fa, da sfondo, personaggio vivo e dolente. Alessio Forgione racconta la storia di Amoresano, un trentenne alla deriva che cerca un senso tra lavori precari e sogni di fuga verso un altrove che forse non esiste.

Il titolo, che richiama ironicamente il romanticismo di un amore assoluto, si tinge invece di un’amara malinconia. L’amore di Amoresano per Napoli è quello di chi non riesce né a restare né a partire: una condanna e una nostalgia che convivono nello stesso respiro. Forgione scrive con una voce limpida e disarmante, capace di alternare registri lirici e colloquiali, di passare dal dettaglio del quotidiano – il caffè, la strada, le partite del Napoli, i dialoghi spezzati – a riflessioni di grande profondità.

Napoli mon amour: la dimensione di chi resta ai margini

Napoli mon amour, copertina

La città, nei suoi vicoli e nei suoi silenzi, diventa specchio interiore di un protagonista che vuole vivere ma non ci riesce, spaventato dal tempo che passa e dal dubbio che forse il tempo non esista. E poi incontra Nina. Un amore inaspettato che scompiglia i piani di rinuncia, ma che, nel paradosso di una ritrovata vitalità, spinge Amoresano alla resa definitiva.

Forgione non indulge in sentimentalismi, ma costruisce una prosa chirurgica, dove ogni parola sembra misurata sul dolore di chi vive senza certezze, ma con una fame disperata di senso.

La Napoli di questo libro smette le vesti del folklore per indossare quelle di un esistenzialismo crudo e indifferente. È la città di chi resta ai margini, dei giovani stritolati dal desiderio di scappare e quello di riconoscersi tra le mura scrostate all’ombra di quel Vesuvio che è, insieme, minaccia e protezione.

Napoli Mon Amour è un romanzo che si fa voce collettiva di una generazione appiattita nell’immobilismo, depredata dei sogni, avvizzita nell’attesa di un futuro che diventa presto rimpianto.

In queste pagine, Alessio Forgione non giudica, osserva. E nel farlo regala una storia intensa e vibrante che parla di perdita e di appartenenza, di amore e disincanto, di una generazione sospesa tra la speranza e la resa.

IL VINO

Il vino da abbinare a questa lettura è un Coda di Volpe DOC, bianco campano dai riflessi dorati, come il colore dei sogni, e dal gusto minerale, come le delusioni delle aspettative disattese.

LE CITAZIONI

Alessio Forgione

“Mentre la baciavo, pensai che forse la povertà era quella cosa lì: essere felici, ma sapere che quella felicità non sarebbe durata a lungo, perché mentre durava ed esisteva c’era già qualcosa di nocivo, nel resto del mondo, nel resto della propria vita, nell’aria e anche nella felicità, che minava la felicità stessa.”

“E allora mi dissi che volevo tutto, volevo Nina e volevo il suo amore, volevo tutte le birre del mondo e anche altre cose che lì per lì non mi venivano in mente e che avrei fatto qualcosa per ottenerle. Volevo la vita e decisi di prendermela, cosciente che m’avrebbe ucciso”.

Napoli mon amour, Alessio Forgione, NN editore, a cura di Sopra le righe.

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