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L’onda lunga, Mariano Rose. E se fosse una balena a denunciare la deriva del mondo?

Una voce autoriale di grande spessore dà vita a un romanzo spettacolare

C he boccata d’aria fresca questo libro che neanche ti chiede la sospensione dell’incredulità: non c’è tempo, la scrittura de L’onda lunga ti travolge e tu le corri dietro, come i topi ammaliati dalle note del pifferaio magico.

E quando capisci che la voce narrante è quella di una balena, non puoi che arrenderti al genio e ascoltare. Perché Blues, questo il nome del cetaceo, ne ha di cose da dire. Cose scomode, disturbanti, che bruciano e ti mettono davanti a uno specchio. Inutile distogliere lo sguardo, Blues incalza e ti dice della vergogna dell’amore non corrisposto, della brama insaziabile di potere, del disfacimento del pianeta, dell’onta dell’inganno, del desiderio di morire, della voglia di ricominciare.

Dialoghi brillanti e ritmo che incalza

L’onda lunga, copertina

La prosa è così intensa che le parole rompono le righe e straripano dalla pagina. E non è solo un espediente grafico, perché la bellezza non la puoi ingabbiare.
La scrittura è fluida, i dialoghi spumeggianti come una sceneggiatura brillante o, visti i trascorsi dello scrittore, un fumetto d’autore.

Mariano Rose non scrive, mette in scena. E così possiamo quasi vederlo Blues mentre parla, piange, si innamora, si dispera, combatte, cede, si arrende, si rialza. E, intorno a lui, si agita il circo mediatico di furfanti e imbonitori, animati dalle peggiori (e talvolta dalle migliori) intenzioni, saltimbanchi della vita che tentano di fare di Blues un fenomeno da baraccone, sfruttandone l’eccezionalità e piegandolo ai più degradanti vizi umani.
Ma la forza di Blues deflagra nel paradosso di una voce che, pur non essendo umana, racconta la deriva dell’umanità, straccia le vesti dell’ipocrisia e, con triste disincanto, ne denuncia la rovina.

Una nota di merito per la casa editrice Las Vegas che, con la sua manifesta allergia per il convenzionale e l’ordinario, si conferma una delle realtà più interessanti del nostro panorama editoriale.

E sì: di questo libro sentiremo ancora parlare, perché la sua onda sarà lunga. Anzi, lunghissima. 

IL VINO

Lettura da abbinare a un Vermentino di Gallura DOP, vino sardo dalla spiccata sapidità, dal gusto minerale e dal profumo che ricorda quello del mare anelato da Blues.

LE CITAZIONI

Mi hanno creduto un Dio, un alieno, un esperimento di laboratorio e un ottimo performer. Io gliel’ho lasciato credere“.

“Il crepuscolo del genere umano sarà rosso sangue, Mr. Blues, e si consumerà tra radiazioni e miseria inarrestabile. Quaranta, forse cinquanta anni. Poi gli unici sopravvissuti saranno poveri senzatetto che vagano nel deserto tra le rovine di grandi città”.

L’onda lunga, Mariano Rose, Las Vegas edizioni, a cura di Sopra le righe.

Michela Bilotta

Sono nata a Salerno e vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Giornalista pubblicista dal 2007 e sommelier professionista, ho maturato un’esperienza ventennale come direttrice creativa, editor e addetta stampa per case editrici, agenzie pubblicitarie, testate giornalistiche, ONG internazionali e istituzioni europee. Ho, inoltre, pubblicato guide turistiche, racconti e manuali per concorsi a cattedra. Ho sempre usato le parole per lavoro e per passione, e il mio amore per la scrittura è pari solo a quello per la lettura. La metrica dell’oltraggio, Jack Edizioni, è il mio primo romanzo edito e tratta dei diversi aspetti della violenza di genere partendo dalla tragica storia della poetessa Isabella Morra, assassinata dai fratelli, fino ad arrivare al fenomeno dei femminicidi oggi. Il libro ha destato l’attenzione della stampa nazionale, è entrato nell’elenco ufficiale dell’AIE come testo scolastico ed è stato presentato alla Camera dei deputati. Tre miei racconti sono stati pubblicati nell’Antologia “Ad alta voce”, a cura della scrittrice Sara Rattaro.

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