Il racconto principale di questa raccolta, Lamento per Julia di Susan Taubes, dà il titolo a quest’opera della scrittrice di origini ungheresi, pubblicata solo di recente negli USA e salutata come capolavoro del grottesco. Racconta la vita di una bambina, Julia, che poi diventa donna, attraverso la voce narrante di un’entità di cui non si conoscerà mai la vera natura. Alter ego della protagonista? Spirito protettore? Meandro occulto dell’anima di Julia? Qualunque sia la sua identità, chi racconta si considera spesso asservito alla volontà della ragazza e deputato a proteggere Julia dai pericoli a cui lei sembra incline per carattere.
Figlia unica di genitori distanti e inadeguati, Julia si mostra sin da piccola attratta dagli aspetti sensuali della vita e priva di un vero talento. Alla morte dei genitori, sperimenta una disinvolta sessualità, fino a quando, appena diciottenne, sposa un brillante ingegnere navale, con il quale avrà tre figlie. Sembrano, questi, gli anni più felici e appaganti della donna, fino a quando cede al richiamo dell’avventura e dell’adulterio, scompaginando i progetti che lo spirito narrante aveva in serbo per lei.
Lamento per Julia: una lettura insolita e geniale

C’è una sorta di tensione quasi lasciva che attraversa il racconto della vita di Julia, una dissolutezza che emerge dalla misteriosa voce narrante che, a tratti, ricorda la Lolita di Nabokov e in altri la narrazione di Clarice Lispector in Vicino al cuore selvaggio, dove la percezione delle cose sovrasta il reale.
Un’opera unica, che sfugge a qualsiasi definizione e che risulta difficilmente collocabile in un genere narrativo. La prosa resta enigmatica anche negli altri racconti compresi nell’opera, in alcuni dei quali è facile ravvisare elementi autobiografici dell’autrice, figlia di uno psicoanalista (il racconto La figlia del dottor Rombach descrive il rapporto fra uno psicoanalista e la figlia). In tutti si scorge una sorta di crepa, una frattura intorno alla quale si compongono, a fatica, le vite dei protagonisti attraverso una prosa erudita, complessa, sperimentale, a tratti disturbante.
Un libro consigliato a chi ama letture insolite, fuori dalla propria zona di comfort, che dicono del genio e del talento di questa infelice autrice, morta suicida.
IL VINO
Il vino da abbinare a questa lettura è il Tokaj, in omaggio alle origini ungheresi dell’autrice. Vino dolce e pregiato, ottenuto dall’utilizzo di muffa nobile, a dire della necessità delle contaminazioni per produrre l’eccellenza.
LE CITAZIONI

“No, non potevamo vivere insieme. O io o Julia. Lei la sua occasione l’aveva avuta. Ma io? Io, dietro le maschere di Julia? Sarei rimasto nell’oscurità coperto per sempre da quel cencio di ragazza? Perché il mondo non si accorgeva di me?”.
“Ero il suo schiavo, la sua bestia. Cosa non ho fatto per lei? (…). E che lavoro ingrato. Julia ha cominciato ad allontanarsi da me. Ho aspettato nel cimitero invano per giorni”.
Lamento per Julia, Susan Taubes, Fazi Editore, a cura di Sopra le righe.

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