“Teresa non sparare” di Paola Corradini: morire per iniziare finalmente a vivere

Ho chiuso l’ultima pagina di Teresa non sparare, romanzo d’esordio di Paola Corradini edito da Arkadia, con un’immagine ben stampata nella mente: quella di una donna che riesce a essere felice soltanto dopo essere morta. Ed è quasi superfluo aggiungere che questo paradosso si è infilato con prepotenza nelle mie consuete considerazioni post lettura.

Perché ho pensato e ripensato al significato di questa immagine e, devo dire, l’ho trovata molto dolorosa. Teresa, infatti, è una donna che una vita non l’ha mai avuta per davvero: è cresciuta con una madre violenta, un padre che ha scelto di abbandonarla e una sorellina, Anna, che rappresentava il suo unico rifugio possibile ma che le viene strappata nel modo forse più crudele. Più che un’esistenza la sua sembra un accumulo di sofferenze, di solitudine, di incomprensioni, che risolve nel momento in cui decide che quel peso non è più sostenibile.

Ed è proprio qui che, per la prima volta, Teresa vede una luce, e la vede da morta: è la luce che le porta un altro morto, Fred Buscaglione che, a bordo della sua celebre Thunderbird rosa, le offre un ultimo viaggio verso il mare. Un viaggio surreale, certo, ma che ha il sapore della libertà e che si trasforma in una sorta di avventura folle e paradossale in cui Teresa trova tutto quello che la vita le aveva sempre negato, ovvero, sorrisi, momenti di leggerezza, qualcuno da avere accanto e, soprattutto, il mare, simbolo estremo di liberazione.

Il libro, devo ammetterlo, strappa anche qualche sorriso, soprattutto per le situazioni assurde che mette in scena, ma poi è un invito a una più ampia riflessione sulla solitudine, sull’incomprensione, sulla violenza subita e taciuta, sul mancato ascolto di quelle persone che, lasciate ai margini, si convincono che per loro non ci sia più posto in questo mondo. E il vero paradosso, dunque, non è più il viaggio di due morti a bordo di una Thunderbird rosa, ma l’esistenza di tutte quelle persone che sembrano costrette ad aspettare la morte per trovare quella serenità che la vita non è mai riuscita a concedergli.

“Teresa non sparare” di Paola Corradini, edizioni Arkadia.

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