Avete presente quando scegliete un libro per la copertina? Ebbene, questa lettura l’ho selezionata esattamente per la combo copertina-colore-titolo: in primo luogo, perché mi piace l’arancione e i colori vivi in generale, secondo poi perché il titolo mi ha incuriosito parecchio e, infine, perché quella sensazione che mi fa sentire un po’ scout letterario quando mi avvicino ai libri che non conosco mi aveva fatto immaginare un libro fresco, frizzante, dunque l’ho comprato e letto.
E devo dire che stavolta l’intuizione non è stata sbagliata: perché Piccoli piatti forti, primo romanzo della scrittrice francese Pascale Pujol, è un libro che mi ha intrattenuto e divertito. Ambientato a Parigi, nell’iconico quartiere di Montmartre, narra le peripezie, nel vero senso della parola, di una serie di personaggi che si sfiorano, si sovrappongono e si incrociano a partire dall’incontro di due, dei tanti, protagonisti: Sandrine Cordier, una funzionaria dell’ufficio di collocamento parigino, e Antoine Lacuenta, un ex professore disoccupato animato da idee no global.
Sandrine e Antoine funzionano come due cavetti elettrici, perché sono loro a mettere in moto, e a scatenare, la tempesta di azioni che si susseguono nel romanzo: quelle di un editore che deve far far fronte al crollo delle vendite del suo giornale, quelle di un gruppo di immigrati che vive in un residence sociale a rischio chiusura, quelle di una bambina, la figlia di Sandrine, con un quoziente intellettivo decisamente alto, quelle della psicologa sexy Annabelle, esperta in Kamasutra, e di tanti altri che compaiono nella storia. In precedenza, ho detto due dei protagonisti perché questo è un vero e proprio romanzo corale, dove tutti i personaggi, a turno, conquistano il centro della scena, rendendo appunto la narrazione viva, dinamica, come fosse una vera e propria sit-com.
Naturalmente, essendo un libro che punta molto sul ritmo, ho cercato di evitare spoiler per non rovinare l’esperienza di lettura di chi deciderà di leggerlo, ma il romanzo, a mio avviso, è decisamente interessante: come detto in apertura, è fresco, frizzante, forse a volte un po’ caotico, ma questo succede quando si decide di inserire molti personaggi all’interno di una storia. Una lettura, dunque, fresca, leggera, anche multietnica, che mi ha restituito piacere e divertimento. Bel colpo!
“Piccoli piatti forti” di Pascale Pujol, edizioni E/O.
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