Libri in pillole

“Decadenza e fascino” di Eva Baltasar: alienazione e precarietà nella Barcellona contemporanea

Solitudine, precarietà, emarginazione: tre sostantivi che potrebbero sembrare un ossimoro se utilizzati per descrivere il continuo movimento che caratterizza la vita delle città, di quelle grandi metropoli in cui si percepisce a occhio nudo la frenesia delle esistenze che si affaccendano, si incrociano e si sovrappongono molto spesso senza neanche realmente vedersi. Eppure è proprio dietro a quella forma di caos costante che si nascondono le criticità di un sistema che espelle, isola e disconosce chi non rientra nei suoi schemi di efficienza e produttività, che emargina, dimentica e cancella chi non si adegua ai ritmi e alle logiche di una società che crea, e quasi pretende, continua omologazione.

Ed è in questo spazio di esclusione che Eva Baltasar ambienta “Decadenza e fascino”, suo ultimo romanzo scritto in catalano e tradotto in italiano da Amaranta Sbardella per le edizioni Fandango, in cui la protagonista è una donna senza nome che, malgrado la sua laurea in pedagogia, è costretta ad accettare lavori di fortuna per sopravvivere nella città di Barcellona, che tutto offre e, al contempo, tutto fagocita: fallimenti e falliti, delusioni e delusi, solitudini e solitari. Tutto, insomma, viene masticato e spazzato via da una città che sembra non avere spazio per chi ha bisogno di ricalibrare la propria vita, di riorganizzare la propria esistenza: non c’è il tempo di fermarsi per valutre piani alternativi, perché significherebbe scendere dalla giostra e smettere di far parte di quella ruota che gira costantemente alimentata dal continuo sali e scendi di chi lavora, produce, guadagna spende e poi ricomincia.

“Questi soldi non sono più risparmi, non sono più quello che abbonda mentre continuo a guadagnarne. Adesso sono l’indispensabile, il necessario per vivere. Non dipendo più da me, bensì da loro. È questo il potere dei soldi? Dovere a loro il pane del giorno e il tetto della notte? Malgrado sia sempre stato così, finora non lo avevo mai capito. Penso di essere io contarli quando in realtà sono loro che hanno i giorni contati per me” (p. 92).

Eva Baltasar racconta con grande precisione questa condizione di alienazione, attraverso la storia di una giovane che, seppur esclusa, cerca di reinserirsi nei meccanismi di un sistema che, malgrado le appaia sempre più lontano e inaccessibile, continua a esercitare su di lei un potere di attrazione e controllo, trascinandola progressivamente in una spirale di tentativi falliti, compromessi al limite della dignità umana e illusioni di riscatto.

“Decadenza e fascino” di Eva Baltasar, edizioni Fandango.

Alessandro Oricchio

Dottorando in studi politici Sapienza Università di Roma, speaker di Teleradiostereo, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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