“Avventure della ragazza cattiva” di Mario Vargas Llosa: una lettura assolutamente magnetica

Raramente mi è capitato di leggere un romanzo così magnetico come Avventure della ragazza cattiva di Mario Vargas Llosa, che mi ha regalato un’esperienza di lettura letteralmente magnifica. Un libro solido, talmente ben strutturato che rende difficile accettare anche le normali pause di lettura tra un capitolo e l’altro. Perché è appunto magnetico, avvolgente, incredibilmente potente dal punto di vista sia narrativo che, soprattutto, emotivo.

E ciò che forse sorprende più di tutto è l’abilità di Mario Vargas Llosa di trascinare il lettore nella storia in maniera graduale, senza quasi fargli percepire che, inconsapevolmente, si sta allacciando le cinture per compiere un viaggio, a mio avviso straordinario, su delle montagne russe particolari. Sono le montagne russe dell’emozione e dei sentimenti, quelle che restituiscono momenti di puro dolore alternati a momenti di puro piacere, che portano a esplorare le cime della disperazione ma che poi scendono a valle per gustare il dolce sapore della tenerezza.

El niño bueno e la niña mala

E durante tutto questo viaggio fatto di alti e bassi il lettore è lì che pensa di avere il controllo di ciò che sta leggendo, eppure non è propriamente così. Perché è come se non avesse alcun tipo di scelta a disposizione, se non quella di seguire con le proprie emozioni e i propri sentimenti gli stessi alti e bassi del romanzo: non può decidere se schierarsi con Ricardito, el niño bueno protagonista della storia, o con la niña mala, la ragazza cattiva appunto, il grande amore che sarà anche la stessa persona che renderà l’esistenza di Ricardito in un inferno. Perché quando crede di aver empatizzato abbastanza con l’uno, si renderà conto di essere stato totalmente conquistato dall’altra, e quando poi l’altra lo deluderà e si tornerà a empatizzare con il primo, ecco che accade qualcosa che rimette di nuovo in discussione la posizione del lettore nei confronti dei due protagonisti. E così via, per oltre trecento pagine.

Come avrete capito non svelerò neanche minimamente la trama di questo libro, che non può e non deve essere anticipata. Perché questo romanzo è un viaggio che deve essere compiuto al buio, per non perdere il gusto di scoprirlo e apprezzarlo in ogni sua variazione, in ogni sorpresa sapientemente nascosta tra le sue pagine.

Ma un dettaglio lo rivelo: perché a fare da sfondo a questa storia d’amore densa di significati, sia sociali che politici, c’è la storia con la S maiuscola: a partire da quella complessa del Perù degli anni ’50 che si legò indissolubilmente a quella della rivoluzione cubana, passando per le atmosfere bohémien della Parigi degli anni ’60, magistralmente rievocate nel romanzo, fino ad arrivare alla rinascita artistica di Londra degli anni Settanta e al boom economico di Tokyo e di Madrid, con la sua movida multiculturale, degli anni Ottanta.

Storia che solo apparentemente fa da sfondo alle vicissitudini di Ricardito e la niña mala, perché in realtà Vargas Llosa la trasforma nella terza protagonista della narrazione: saranno infatti i cambiamenti storicosociali e politici del mondo a condurre questa coppia stravagante a viaggiare in lungo e in largo e a sperimentare un’ampissima varietà di luoghi, contesti, lingue e situazioni che fanno da contenitore a una storia d’amore fatta di affetto, odio, timore, felicità, paura, malvagità, passione, sesso, delirio e follia.



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“Avventure della cattiva ragazza” di Mario Vargas Llosa, edizioni Einaudi. Libri in Pillole.

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