La fabbrica della follia

“Per tutto il resto dei miei sbagli” di Camilla Boniardi: recensione libro

Camilla Boniardi, conosciuta sui social come Camihawke, ha scritto un libro. Il titolo del romanzo è Per tutto il resto dei miei sbagli. Appena annunciata la data di uscita sui social, i follower che da tempo attendevano la notizia hanno preso d’assalto il sito Mondadori, terminando le copie disponibili al preordine.

Protagonista è Marta, che vive ogni giorno in preda ad uno strano e costante senso di inafferrabilità: anche le scelte più semplici, le decisioni più ovvie sembrano sempre un passo più in là di ogni suo sforzo.

Non sfugge a questa sua irrequieta condizione nemmeno l’amore, che sembra volersi arrendere allo stesso senso di inadeguatezza: mai abbastanza affascinante, mai sufficientemente intelligente, mai all’altezza o idonea a soddisfare le aspettative dei partner.

Trovare il modo per ovviare a quelle che ormai ritiene siano delle sue mancanze, diventa per Marta quasi un’ossessione. La sua vita si trasforma in uno slancio sofferto, a tratti agonistico, verso la perfezione, una ricerca continua e a volte dolorosa di quell’immagine che gli altri hanno costruito su di lei, fatta di empatia, ironia, leggerezza e seduzione.

Nel suo percorso verso una nuova consapevolezza, Marta scoprirà quanto sia sottile e tagliente la lama che la separa dall’etica dell’imperfezione. In questo difficile cammino il tempo sarà suo alleato. La vita, come questa storia, non è altro che una lunga battaglia contro la sindrome dell’impostore.

Credo proprio che Marta sia un esempio di come la psiche dei giovani degli anni ‘90 abbia imparato a reagire al mondo: insicurezza, paura della mediocrità, ansia da prestazione generalizzata ad ogni esperienza della vita. Marta racchiude tutti i timori e le incertezze dei suoi coetanei.

Aspettative alte e possibilità poche. C’è chi convive con questo delirio in una lotta di potere perpetuo e chi si abbandona al dolce mare senza sensi di colpa. Marta è iscritta alla seconda categoria da tanto tempo e ha bisogno del più semplice degli escamotage per invertire la rotta: soffrire per amore
Aver trovato e perso quello che si considera essenziale, l’amore, è lo stimolo del cambiamento per Marta. Un cambiamento non facile, sicuramente sofferto. 

In un momento del romanzo, verso gli ultimi capitoli, la relazione tra lei e Leandro (il ragazzo perfetto) finisce bruscamente.

Passano due anni senza amore, due anni nei quali Marta brilla: recupera gli esami, si laurea, viaggia e trova un lavoro. Quando la vita sembra andare nella giusta direzione, torna Leandro.

Il ritorno di Leandro è come il ritorno di un cattivo che si credeva sconfitto, è l’amore che allunga la mano e porge il conto. 

“Per tutto il resto dei miei sbagli”, edizioni MondadoriLa fabbrica della follia

Giovanni Maria Scupola

Scrittore, blogger e nurse-reporter. Laurea in Infermieristica e Laurea Specialistica, Master in Management e Coordinamento. Vive a Lecce. Ama i libri ed i viaggi. Il suo motto è: “Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”.

Articoli correlati

Back to top button