La fabbrica della follia

“Finché il caffè è caldo” di Toshikazu Kawaguchi: recensione libro

“Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici”

Finché il caffè è caldo, di Toshikazu Kawaguchi ed edito da Garzanti, è stato inizialmente scritto per il teatro e lo si percepisce subito leggendolo. 

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L’intera narrazione si svolge all’interno di un ordinario Cafè di Tokyo chiamato Funiculì Funiculà (l’autore si è ispirato proprio all’omonima canzone napoletana). L’intreccio si suddivide in quattro sotto trame come quattro sono i protagonisti che scelgono di viaggiare nel tempo. L’elemento straordinario che spezza la quotidianità di questo luogo poco frequentato è la possibilità di tornare al passato bevendo una tazza di caffè, sedendosi ad un determinato tavolo. Kawaguchi riesce a trasformare un argomento già sperimentato da altri autori fantasy in una storia veramente originale. I viaggiatori, infatti, devono attenersi a regole ben precise; tra queste, bere il caffè prima che si raffreddi e non cercare di cambiare il passato.

È a causa di quest’ultima indicazione che il Cafè gode di scarsa popolarità. Di questo si interroga Fumiko, una donna dedita al lavoro ed insoddisfatta del modo in cui si è separata dal fidanzato una settimana prima, proprio ad uno di quei tavolini. Grazie alle storie dei suoi personaggi, Kawaguchi fa riflettere il lettore sul presente e sulla sua importanza. Chi è in grado di viverlo pienamente non avrà bisogno di tornare indietro nel tempo per dargli una forma diversa. I protagonisti, infatti, sentono la necessità di rivivere quei momenti in cui sono fuggiti dai propri sentimenti o da persone che riportavano a galla il loro malessere, ricordi assai scomodi.

Finché il caffè è caldo, di Toshikazu Kawaguchi, è una lettura piacevole, scorrevole, che tratta con freschezza e semplicità temi molto forti come la perdita di un familiare, il sacrificio, l’attesa e l’amore disinteressato.

“Finché il caffè è caldo”, edizioni Garzanti. La fabbrica della follia

Giovanni Maria Scupola

Scrittore, blogger e nurse-reporter. Laurea in Infermieristica e Laurea Specialistica, Master in Management e Coordinamento. Vive a Lecce. Ama i libri ed i viaggi. Il suo motto è: “Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”.

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