“Il serpente maiuscolo” di Pierre Lemaitre: recensione libro

Il primo e l’ultimo. Il primo è l’ultimo.
Scritto a poco più di trent’anni, quando ancora faceva l’insegnante, questo romanzo di difficile classificazione, ma del resto chi se ne… cale delle classificazioni, sarà l’ultimo noir di Pierre Lemaitre che vedrà le stampe per volontà del vincitore del Goncourt 2013. Sorprendente è il fatto che sembri effettivamente scritto per ultimo, quasi che il grande romanziere francese, dopo averci regalato due capolavori del noir come “Alex “e “Irene”, che metto in ordine d’importanza consigliandovi però d’invertire quello di lettura e di non trascurare anche quello straordinario bonsai che è “Rosy&John”, si fosse divertito a farsi beffe delle aspettative, mutando un consolidato registro narrativo e spingendo la cifra stilistica verso lidi grotteschi, più che ironici, pulp, più che noir, in una surreale storia che, partendo da quel che resta dell’eroismo quando all’orizzonte invece dei tedeschi iniziano a profilarsi gli acciacchi dell’’età, ci propone un viaggio tra Parigi e la provincia alla ricerca, non tanto di di Anime Morte, quando di Anime Moriture.

La scrittura di Lemaitre è già matura, sicura ed efficace come quella che ben conosciamo, i sottintesi storici e politici, forse rendono difficile, ma non impossibile, per il lettore italiano, gustarsi il tentativo di castigare tempi e “mores”, ridendo. L’iconica protagonista di questa storia iperbolica, una simpatica vedova sessantenne appesantita non solo dagli esagerati calibri che predilige, e che a tratti mi ha ricordato, esplosività a parte, la Dolce Linnea di Paasilinna, diviene, nel giro di poche pagine improbabile e distratta sacerdotessa di Nemesi, guidata da un altrettanto inarrestabile e iconico flusso di coscienza.

Del resto i grandi scrittori, anche quando sono ancora in divenire, già possiedono la capacità di indossare entrambe le maschere del teatro, di far coesistere comico e tragico, di servirsi di una storia strampalata per farci riflettere sul tempo che passa e che si porta via le grandi e le piccole storie della nostra esistenza e delle esistenze altrui. Tutti esposti alle bizzarrie e alle intemperie di una senilità inclemente.

Leggete questo originale romanzo con mente libera da aspettative, specie se siete lettori di Lemaitre di lungo corso, leggetelo come se fosse lo straordinario esordio di un giovane scrittore, in grado di farsi beffe di ciò che avete letto finora, leggetelo soprattutto gustandovi i vari personaggi ma avendo l’accortezza di non affezionarvici troppo.

“Il serpente maiuscolo” di Pierre Lemaitre, edizioni Mondadori. I libri di Riccardo

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