I libri di Riccardo

“Gli uccelli vanno a morire in Perù” di Romain Gary : recensione libro

Abbiamo discusso a lungo con Romain su come convincere un lettore riottoso a prendere in mano un libro di racconti. Naturalmente Romain sosteneva che essendo racconti suoi, la cosa era più che sufficiente a vincere le renitenze di qualsiasi indefesso ruminatore di romanzi, mentre io ribattevo che in un’epoca di serialità eletta a stile di vita, dovevamo comunque inventarci qualcosa. Romain ha sbuffato, pensato all’ennesimo roboante pseudonimo, ma l’ho minacciato di non andare a ritirare il terzo Goncourt al posto suo e l’ho convinto a provare con le domande retoriche, ma non così retoriche da gettare il seme della curiosità sul cemento.

E se il Perù fosse colorato dal meraviglioso piumaggio di una fenice in cerca del suo catartico destino?
E se dietro un grande uomo non ci fosse solo una grande donna?
E se la natura umana non fosse materia per umanisti?
E se la decadenza altro non fosse altro che la scultura iperrealista?
E se la vendetta altro non fosse altro che arte da autentici intenditori?
E se ci volessero ancora troppi anni prima di vedere un uomo, dovremmo accontentarci di scovare l’umanità nei mostri?
E se un piccione a Mosca si fingesse cocchiere per sfuggire a un gatto nero grosso come un ippopotamo?
E se l’eroismo per il Führer fosse destinato a finire in un foro?
E se le pulci dimostrassero “in maniera lampante l’esistenza di Dio”?

E se vi accostaste con la dovuta ammirazione a questo diadema narrativo e vi inventaste qualche domanda anche voi, che devo fare sempre tutto io!

La seconda delle domande pare sessista e scritta apposta per Sanremo, ma se leggerete il libro, sono certo che sorriderete e mi assolverete con formula piena… per Amadeus, fate voi.

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Romain Kacev nasce nel 1914 a Vilnius in Lituania. Con la madre, per sfuggire alle persecuzioni razziali, gira mezz’Europa prima di arrivare a Nizza e poi a Parigi, sempre inseguito dagli artigli dell’antisemitismo. Diventa pilota di aerei ed eroe della Resistenza, poi scrittore e diplomatico francese. Sposa l’attrice Jean Seberg e vive con lei alcuni anni in America. Vince il premio Goncourt con “Le radici del cielo” e, quando la critica lo dà per finito, pubblica con lo pseudonimo Émile Ajar il suo capolavoro: “La vita davanti a sé”. Gli accademici, ignari, lo acclamano come astro nascente della letteratura francese.
Fu così che Gary prese per i fondelli i custodi della cultura ed è l’unico autore a poter vantare due Goncourt, massimo premio letterario transalpino attribuibile una sola volta.

“Gli uccelli vanno a morire in Perù” di Romain Gary, edizioni Neri Pozza. I libri di Riccardo

Riccardo Gavioso

Nasce a Torino nel 1959, dove si laurea in Giurisprudenza. Ma ormai incerto su chi fossero i buoni e i cattivi, e pur ritenendo il baratto una forma di scambio decisamente più evoluta del commercio, da allora è costretto a occuparsi di quest’ultimo. Inevitabile, quindi, che l’alienazione professionale lo spinga tra le braccia di una penna e che la relazione, pur tra alti e bassi, si protragga per diversi anni. Poi, deluso in egual misura da quel che si pubblica e da quel che non si pubblica, smette di scrivere narrativa e si occupa di giornalismo collaborando con diverse testate di rilievo e creando un blog che arriva a incuriosire diecimila lettori al giorno. Torna alla narrativa con Arpeggio Libero con cui pubblica attualmente. Ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi racconti. Nel 1997 è stato finalista al Premio Internazionale di Narrativa “ Il Prione ”.

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