Avete mai visto un clown che, invece di un brillante rosso candito, abbia il naso finto del colore della ricotta? A chi dovesse farmi notare che nel libro ci sono pochi clown, e in ruoli del tutto marginali, mentre abbondano gli agenti immobiliari, potrei replicare che la sua conoscenza di Heinrich Böll, o la memoria delle sue opere, mostrano alcune deprecabili lacune.
…che Dio perdona tutti

Certo Arturo e Flora sono del tutto differenti da Hans e Maria del capolavoro di Böll, e più che di feroce critica al consumismo potremmo parlare d’indulgente critica allo smodato consumo di cannoli e sciù, ma nulla vieta di parlare di cose serie con un sorriso sulle labbra, utile magari per eliminare qualche residuo di crema o cioccolata dalle stesse.
Che altro dire di questo romanzo che unisce il dolce al dilettevole? …forse un invito a non sottovalutarlo e non etichettarlo come puro divertimento. Ben scritto, mantiene una notevole tensione narrativa dalla prima all’ultima riga proponendo anche alcune riflessioni su religione e rapporto di coppia, senza mai dimenticare di spolverare in abbondanza il tutto con una granella d’umorismo ricercato, gradevole e spesso colto.
Oltre a dispensare, a noi maschietti, straordinarie tecniche di sopravvivenza da utilizzare nei litigi di coppia sfruttando la saggezza di madre natura:
“Ma certo, secondo te il camaleonte africano, lento com’è, come farebbe a scappare dal suo predatore? Addirittura diventa grigiastro, come quando muore realmente. Noi (uomini) questo, purtroppo, non riusciamo a farlo…
“…Che Dio perdona tutti” di Pif, edizioni Feltrinelli. I libri di Riccardo




